La chiesa di Valverde sorge dove un tempo si trovavano la casa e i giardini del poeta latino (originario dell’attuale Spagna) Marco Valerio Marziale, vissuto nel I secolo d.C. La chiesa, costruita successivamente, ricorda col suo attributo “in Valverde” la presenza del giardino di lauri e pini. È dedicata all’Ascensione di Gesù Cristo. Successivamente perse le funzioni parrocchiali che riacquistò solo nel 1830. Nel 1448 passò alla compagnia di S. Rocco, confraternita di imolesi nobili e agiati. Questa sorgeva attigua all’orticello della canonica attuale, dalla parte di levante. Era un edificio molto semplice, a un solo altare, con la Madonna dipinta sul muro. Accresciuto il culto a quella bella e devota immagine della Vergine e non bastando più la piccola e vecchia chiesa, la confraternita, negli anni 1518 e 1519, pose mano a quella attuale, che sorse più a ponente e distaccata mediante l’orto e la canonica dalla vecchia chiesa, che, sconsacrata, fu adibita a uso di disseccatoio di seta per il filatoio, che sorgeva lì vicino. Nel 1608 venne trasformata “a volta” (prima era “a travi”); assunse l’ampiezza e la forma attuali mediante un prolungamento e la costruzione di una bella e classica cupola sopra l’altare maggiore. Nel 1965 l’altare maggiore fu oggetto di una particolare trasformazione per consentire al sacerdote di celebrare rivolto verso il popolo. Conserva importanti quadri dei secoli XVI e XVII, alcuni dei quali sottoposti recentemente a restauro (nei quattro altari laterali si trovano: “Sant’Anna e S. Gioacchino con la Vergine bambina”, del pittore imolese Giuseppe Bartolini; “Santa Cecilia”, di Domenico Canuti; “Sposalizio della Vergine con S. Giuseppe”, opera dell’imolese Ignazio Zotti; “S. Carlo Borromeo”, di Ludovico Carracci. I due quadri sopra i confessionali sono del pittore forlivese Filippo Pasquali). Sopra l’ingresso della Chiesa si trova l’organo costruito nel 1762 e restaurato nel 1989.