Il 18 marzo ricorre l’anniversario della morte dell’ultimo Maestro Generale dei Poveri Commilitoni di Cristo, detti Templari. Venne ingiustamente arrestato a Parigi nel 1307 e dopo 7 anni di prigionia e dopo un processo farsa ormai noto alla storia, fu bruciato sul rogo dal re di Francia Filippo il Bello per aver ritratto alcune confessioni estorte sotto tortura.

Morì in comunione con la chiesa dopo aver partecipato alla sua ultima Santa Messa presso Notre Dame e aver ricevuto la Santa Eucarestia. Venne arso sul rogo assieme al compagno di prigionia Fra Goffredo di Charnay alla presenza del popolo che proclamava a gran voce l’innocenza del Tempio e del suo Maestro.

Ma si sa: la giustizia terrena spesso non va al pari con la giustizia divina alla quale, prima o poi, ognuno deve rendere conto. Avrà sicuramente reso conto all’Altissimo delle sue azioni Filippo il Bello, il suo sgherro il Nogaret e tutti i persecutori antichi. E sicuramente dovranno rendere conto a Dio delle proprie azioni anche coloro che, tutt’oggi, portano avanti una persecuzione ingiusta nei confronti di chi serve Cristo.

Dopo 707 anni tutto è cambiato, nulla è cambiato.