Dalla rivista annuale “Templari Oggi” – 2019

Dopo i quarant’anni nel deserto, la prima generazione del Popolo dell’Antica Alleanza, depositaria delle «Tavole della Legge», era morta. La Terra Promessa, la terra di Canaan, era ormai vicina e concreta realtà, e la nuova generazione che si apprestava ad abitarla, abbandonando la vita nomade, necessitava di riscoprire e rileggere, per certi aspetti di conoscere in “modo nuovo”, l’Antica Legge. A ciò risponde il Libro del Deuteronomio che, fornendo una sintesi delle tradizioni di fede contenute nella Torah, ha lo scopo di vivificare nella coscienza del Popolo la sua origine, la sua storia e la consapevolezza della propria appartenenza esclusiva a Dio.

La nostra contemporaneità, in specie quella occidentale, definita da alcuni “liquida” per lo smarrimento generale di quei valori che sanno gettare fondamenta solide su cui sperare un domani, similmente alla seconda generazione del Popolo dell’Antica Alleanza, necessita quanto mai di una rilettura della propria storia, magari un poco più onesta e fiera. E, quindi, anche di un nuovo annuncio. In essa, il Popolo della Nuova ed Eterna Alleanza, sancita nel Sangue del «Vero Agnello che consacra la casa dei fedeli», è chiamato, dopo aver vissuto la necessaria purificazione voluta e celebrata dal successore dell’Apostolo Pietro, San Giovanni Paolo II, nell’anno giubilare del 2000, a riscoprire la propria origine e il proprio destino e, quindi, la propria missione. In una parola, cara a san Giovanni Paolo II, una «nuova evangelizzazione».

Questo lo spirito che anima l’Associazione “Templari Cattolici d’Italia”, che lodevolmente e con sacrificio encomiabile, ha raccolto i diversi inviti dei Sommi Pastori della Chiesa, ponendosi in attento ascolto della realtà e delle innumerevoli anime ricercatrici di Verità. In questi decenni, fidando sulla Fede in Gesù Cristo e nello spreco senza riserve del coraggio dei primi fratelli, i Templari Cattolici si sono resi presenti con azioni di ogni genere (liturgiche, caritatevoli, culturali…), oltre che in Italia anche in altri paesi Europei. Non per proselitismo “low cost”, ma per annuncio del Vangelo che salva e della Verità che chiarifica e rassicura.

Da un piccolo gruppo, si è passati ad una grande famiglia, che può contare su duemila fratelli, presenti e operanti in 150 diocesi italiane, seguiti da altrettanti vescovi e sacerdoti che ne curano la spiritualità, la formazione assicurando l’assistenza sacramentale.

Solidi nella Fede, concordi nell’adesione al Magistero Ecclesiale, solleciti nella fraternità non esclusiva ma inclusiva, come nuovi pionieri, normalmente contribuendo con collette proprie e interne, si adoperano a riaprire e assicurare al culto di Dio le chiese; ad assistere e sorreggere la fatica dei poveri e dei semplici: il Tempio e i templi di Dio.

Commoventi e significative le “camminate silenziose per la Fede” che offerte e richieste, richiamano e interrogano il chiasso confuso di molte città. Partecipare alle Veglie notturne di preghiera, ai Ritiri spirituali, alle giornate di formazione è poi una grazia.

Ammirare uomini e donne che, da ogni dove, carichi di pensieri e fatica, si prodigano a masticare anche centinaia di chilometri per ritrovarsi insieme a pregare, ad adorare, a celebrare il Signore, offrendo il proprio sacrificio e la propria preghiera come riparazione ai culti e alle pratiche esoteriche e sataniche che, purtroppo, senza particolare avvedutezza del mondo, crescono e si moltiplicano, è ancora di più una consolazione.

Soprattutto l’ideale cavalleresco che i Templari Cattolici vivono e trasmettono, consola in questo tempo definito “liquido” e “post cristiano”, accogliendo in sé i cosiddetti “lontani”, ma che nel Cuore di Cristo ne sono la principale preoccupazione d’amore. Fratelli e Sorelle, confusi e smarriti, che accolti e accompagnati, ritornano a Dio in quella conversione intima, spirituale e profonda che li vede impegnati a riscoprire il dono della Fede riponendo la propria esistenza sulla «Pietra d’angolo scartata dai costruttori», e rientrando, fieri ed esposti, nella Chiesa di Cristo.

Un vero cammino iniziatico è il cammino del Tempio, come lo è quello che ogni cristiano compie per diventare, giorno dopo giorno, discepolo più sincero e autentico del Signore Gesù Cristo. Un cammino di nuova evangelizzazione e di mistagogia per diventare rinnovati adulti nella Fede, facendo sì che questa diventi cultura cioè li renda maggiormente uomini e donne consapevoli del proprio compito e destino; fedeli seguaci di Cristo, in obbediente sottomissione al Magistero della Chiesa, diventano così più uomini favorendo una rinnovata fraternità nell’unità, animando di speranza e profumando di Cristo, Unico Redentore dell’Uomo, gli smarriti ricercatori del Vero, del Buono e del Bello.

Padre Abramo