LA TRADIZIONE CAVALLERESCA |
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TRADIZIONE E
SIMBOLI
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Argomenti Ermetici ed Esoterici della religione
Cristiana
di
Fra'
Mauro Giorgio Ferretti, Prior Sancti Stephani
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Melchisedeq
Melchisedeq Re di
Salem fu colui che circa quattromila anni fa continuò
l’antichissima tradizione regale e sacerdotale prima
di Nostro Signore Gesù Cristo, e che concretizzo
l’atto sacrificale Eucaristico di Comunione offrendo
pane e vino ad Abramo e a sua moglie Sara,
inginocchiati davanti a Lui riconoscendolo più grande
e potente di loro. Ricordiamo inoltre che tutti i
sacerdoti iniziati dalla Chiesa Cattolica diventano
tali seguendo l’Ordine di Melchisedeq Re e Sacerdote
in eterno.

Il Pellegrino
Il suo
abbigliamento consisteva in un cappello con le falde
rialzate davanti e legate sotto il mento, L’ampio
mantello con cappuccio, al quale cucite numerose
conchiglie, il bordone (bastone in legno con puntale in
ferro) e la scarsella (borsa floscia contenente denaro
e pane). Cosi vestito il pellegrino veniva benedetto
dal proprio Vescovo secondo un preciso rituale
liturgico che ricordava la vestizione del Cavaliere e
partiva con l’unico obbiettivo, di giungere al
salvamento della sua anima.

Kukulkan e La
Rochelle
La Rochelle fu uno
dei più grandi porti Europei sull’Atlantico.
Attorno questo porto, nato da un piccolo villaggio di
pescatori, un altro grande mistero Templare; basti
pensare che sette grandi strade medievali partono dal
porto e raggiungono tutta la Francia e una doppia
cerchia di commanderie molto vicine tra loro lo
circondano a difesa e controllo. Casualità? In realtà
è probabile che i templari conoscessero tre secoli
prima di Colombo, la rotta per le Americhe e per lo
Yucatan Messicano ricco di miniere di argento. Quello
che tra i Maya dello Yucatan nel XII secolo fu
considerato Il Dio Kukulkan (per gli Aztechi
Quetzalcoalt,) l’uomo bianco con occhi azzurri e
barba, altri non era che un Cavaliere Templare, in
cerca di fonti di sostentamento e ricchezza per
l’ordine; infatti mentre nell’Alto Medioevo le monete
circolanti erano.d’oro e bronzo, alla fine del XIV
secolo la moneta d’argento, le blanc, è moneta
corrente in tutta Europa.
Il Labirinto
Uno dei più diffusi
labirinti è quello di sette cerchi concentrici ed un
vano rettangolare o quadrato posto al suo centro. Essi
rimangono legati alla formazione e alla prova
simbolica dell’Iniziato, che entrandovi doveva
raggiungere il centro e ritornare; come un cammino che
prevede la discesa e la risalita dal mondo degli
inferi. Solo la fermezza e la purezza d’animo
accompagnate .dalla conoscenza del cammino iniziatico
possono vincere il Minotauro che rappresenta le forze
e gli istinti animali.

Il numero 9
Varie
rappresentazioni del numero: Le magioni e commanderie
Templari ricalcano il numero originale dei primi
Cavalieri; infatti non avevano più di nove Templari a
presidio. Questo nel simbolismo mistico del Tempio ha
un preciso significato: il 9 infatti, o meglio la nona
“casa” dell’oroscopo è collegata al Pellegrinaggio, al
viaggio, alla fede, alla religione, alla Divinità.
Secondo Raimondo Lullo e Ruggero Bacone erano 9 i
gradini di ingresso alla Gerusalemme Celeste. La Croce
patente, (definizione legata al fatto che la croce
sormonta il capo di Cristo durante la
crocifissione), risulta da 9 cerchi di varie dimensioni
tra loro inscritti. Nella numerologia il numero nove
come numero di destino rappresenta l’umanitarietà.
Misteri solari di
Staffarda
L’abbazia
Cistercense di S. Maria di Staffarda fu voluta da S.
Bernardo, edificata il 25 Luglio del 1135. Staffarda
inganna i cinque sensi in particolare il principe di
essi, la vista, con le sue linee architettoniche
volutamente imperfette. Le pietre di Staffarda,
allontanano coscientemente la perfezione, per indicare
nella sublime imperfezione della materia, l’unica vera
via per glorificare e far emergere il nostro spirito
verso l’eterna perfezione di Dio. Significative sono
le novanta stelle che abbelliscono le volte delle tre
navate della chiesa abbaziale… forse la stella è la
guida nel cammino verso Dio? Un altro particolare
importante è il sole che troneggia fiammeggiante
nell’abside centrale ad eterna similitudine con il
vero sole dell’umanità: Cristo Salvatore del mondo. Il
complesso abbaziale è un grande libro di pietra in cui
tutto è nascosto se non guardato con attenzione.
E’l’unica delle abbazie cistercensi che ha tre absidi
semicircolari gotiche, le altre sono tutte quadrate.
E’l’unica costruita con solo mattoni, grandi
amplificatori di energia Tutto appare quadrato o
rettangolare, in realtà tutto è romboidale ed è
costruita sull’asse solare. Importanti i colori
dell’Abbazia: Nero, Bianco, Rosso. Il nero
rappresenta la materialità, il male; il bianco è la
purificazione è l’ inclinazione naturale dello spirito
a salire; il rosso è il compimento della conversione;
l’oro della Grazia, dell’ascesa verso il Divino. Una
antica leggenda del luogo parla di Cavalieri che
scortavano monache e monaci cistercensi che da Staffarda salivano passando per Barga ed Envie verso
la Certosa di Monte Bracco. La via seguita dai
Cavalieri è stata scoperta grazie ad una serie di
Croci Patenti Templari disposte quasi come indicazioni
stradali.
La Santa Sindone
A Torino possiamo
ammirare uno dei Tesori più importanti per i Templari:
“la Santa Sindone”. Da alcuni fu identificata col
famoso Baphomet, spesso definito come un volto barbuto
mai descritto con precisione e mai ritrovato in una
chiesa Templare. La Sindone è il sudario dell’intero
corpo di Cristo, ma veniva mostrata ripiegata in
quattro in maniera che l’immagine anteriore
combaciasse esattamente con il volto di Nostro
Signore.

Il numero 8
Il numero 8 o meglio
la forma ottagonale in diverse tradizioni Orientali e
nello stesso Cristianesimo è strettamente connesso con
il Paradiso, la Resurrezione, il Rinnovamento. La
pianta del “Tempio della Roccia”di Gerusalemme, in
particolare riprodotto nel sigillo Templare, era
ottagonale. Nel carcere del Castello di Chinon dove
centinaia di Cavalieri Templari furono tenuti
prigionieri si riconoscono incisioni di un ottagono
inserito nel triangolo. e nel cerchio con potente
significato magico.
Alimentazione
Templare
L’alimentazione
Templare era contro corrente rispetto all’epoca
medioevale che era carnivora e dedita alla più
sfrenate gozzoviglie.
Abolirono grassi e l’uso continuo della carne, e
fedeli alla Regola che proibiva la caccia,
eliminarono la selvaggina. Il vino con moderazione;
talvolta servito caldo speziato con ospiti e fratelli;
privilegiati: pesce, uova,legumi, formaggi, verdure.
Posto d’onore al pane che prima delle Iniziazioni era
l’unico alimento consentito. Questo regime alimentare
rese i Templari longevi, e raramente colpiti da
malaria, lebbra o dissenteria cronica; vivevano fino a ottanta anni, il doppio della vita media dell’uomo
medioevale.
La Spina e i Rovi
Le spine e i rovi
furono due elementi fondamentali per i nostri fratelli
Templari, per edificare commanderie e mansio; le
ragioni vanno ricercate nel passato. La spina,
infatti, è stato il materiale di costruzione dell’Arca
dell’ Alleanza, Cristo fu coronato di spine; nel
simbolismo cristiano la spina è intrecciata al Sacro
Cuore, nel simbolismo alchemico è la corona di spine
attorno al cuore fiammeggiante, la spina dunque sempre
come elemento separatore da Cristo, da Dio. La spina
indica anche la spina dorsale dell’uomo, canale in cui
scorre la potenza vitale ed energetica, dai Saggi
indiani chiamata Kundalin e rappresentata dal
serpente. La forza risale fino alla sommità della
testa dove schiude all’uomo la conoscenza del divino
attraverso l’apertura del terzo occhio, quello della
visione diretta attraverso tempo e spazio. (quest’ultima
definizione tipica degli Iniziati prova le conoscenze
Templari in tal senso)
Le 7 Chiavi
A Fornovo sul Taro
troviamo la Parrocchia dell’Assunta dell’XI secolo
dove possiamo notare in una nicchia la figura del
pellegrino con le bisacce e le sette chiavi della
cintola. Perché sette chiavi?
Perché l’anima deve oltrepassare le sette soglie per
purificarsi ed ogni passaggio comporta il dono di un
indumento al Guardiano fino a rimanere nuda e vera,
l’ultimo abito è quello del corpo materiale.

Notre Dame
La vita quotidiana
del Templare non era sicuramente dedita all’ozio…
(anche perché era severamente punito) tutt’altro!
Dopo la messa quotidiana il Templare si dedicava ai
suoi compiti, curava le proprie armi e l’armatura,
montava di guardia alla mansio, o pattugliava
all’esterno particolari percorsi. La devozione e le
preghiere erano frequenti e semplici, molti di essi
non sapevano scrivere, ma gli si chiedeva di avere un
cuore indomito e generoso, una fede ardente, una
bravura a tutta prova ed un’assoluta obbedienza ai
comandanti. La Vergine Maria era stata eletta a
protettrice ed ispiratrice del Tempio, ed i Cavalieri
sostituirono la devozione per la Madonna amata ed
onorata come una dama, al culto profano ed amoroso
della lirica cortese dei Trovatori. Essi rivolgevano
sempre a “Notre Dame” le loro preghiere, e anche
combattendo ogni giorno dovevano recitare tredici
Pater Noster in onore della Vergine e altri tredici
come dovere quotidiano. Enorme devozione i Templari
dedicavano alla Santa Croce e le più importanti
cerimonie si svolgevano, a settembre nel giorno a Lei
dedicato ed in occasione del Venerdì Santo.
Piccoli misteri di
Eleusi
In un altopiano
delimitato da un’ansa del fiume Reno, sorge l’antica
città etrusca di Misa, ora Marzabotto, fondata alla
fine del VI secolo a.c. e poi distrutta dai Galli due
secoli dopo. Della città rimangono gli scavi ma anche
l’area sacra sull’Acropoli, composta da templi ed un
pozzo centrale chiamato Mundus, via simbolica di
comunicazione con gli Inferi. Gran parte delle nostre
conoscenze in merito all’utilizzo di questi pozzi ci
derivano dallo studio dei Misteri Eleusini riportati
da Clemente Alessandrino.
V.I.T.R.I.O.L.
I neofiti venivano
preparati all’interno con la “grande rivelazione”:
dovevano compiere diverse prove (le famose fatiche
d’Ercole) ed osservare silenzio, digiuni, castità
sotto la guida del Maestro a cui erano affidati. Nella
prova finale il sommo Sacerdote lo collocava in uno
stato di morte apparente calandolo in .una vera tomba.
Successivamente veniva risvegliata e chiamata la sua
anima per seguire quella del Maestro nel suo viaggio
agli Inferi (opera al nero).
La discesa presupponeva la risalita verso le valli
luminose degli Dei e del Sole trionfante. Tutto ciò
con l’ambizione antica di creare un uomo nuovo ansioso
di contemplare il volto di Dio. Per simbolizzare
questo processo alchemico vecchio quanto il mondo è
stato usato il vocabolo V.I.T.R.I.O.L.: Visita,
Interiore, Terrae, rectificando, inveniens, occultum,
lapidem (visita le viscere della terra e purificando
troverai la pietra nascosta).

Il numero 7
Il numero 7 in
numerologia indica la saggezza e sembra che i Templari
pronunciassero sette voti: oltre ai tre comuni a tutti
gli Ordini Monastici (obbedienza, povertà e castità)
anche quattro specifici (osservanza delle tradizioni
dell’Ordine, conquista e difesa della Terrasanta,
protezione e soccorso ai Pellegrini, promessa di non
abbandonare l’ordine per un’altro).
In ambito alchemico le distillazioni vengono ripetute
sette volte. Tanti erano gli scalini del Tempio di
Salomone. Sette soglie, sette pianeti, sette gradini
della Sapienza, sette porte della Saggezza, sette
note, sette campane del Silenzio , sette gradi
d’Iniziazione, sette Angeli, sette sigilli, sette
piaghe del Giudizio, sette cerchi del Labirinto, ecc…
La flotta Templare
Altra grande
caratteristica, di notevole importanza e pregio, era
la costruzione e la postazione delle flotte. Nel porto
di Rimini, come in tutti i più importanti d’Italia, i
Templari tenevano alcune navi passeggeri a due alberi
e sei vele che imbarcavano fino a trecento persone e
dalle imponenti dimensioni: lunghezza trenta metri
per otto di larghezza.
Come i Veneziani, avevano poi navi chiamate “Arsilli”
che assomigliavano a moderni mezzi da sbarco dotati di
portellone mobile, che imbarcavano circa sessanta
cavalli. Avevano basi navali ed arsenali fornitissimi
a Brindisi, Majorca, Marsiglia, La Rochelle in
Atlantico, Acri e Tiro in Terrasanta e Piccola
Armenia. Il traffico più importante era ovviamente
quello mercantile, che i Templari svolgevano in
concorrenza con le Repubbliche Marinare italiane.
Nelle grandi imbarcazioni venivano trasportati
dall’Europa in Terrasanta, tessuti di lana e fustagno,
filati, cuoio, legname e ferro; dall’Oriente in
Europa: alimenti quale zucchero e frutta secca, spezie
quale zafferano e noce moscata, tappeti, tessuti in
seta e lino e cotone, armi dal Libano e Damasco,
gioielli, avorio e coloranti quale porpora, indaco ed
allume.

Il numero 3
Il numero 3 è il
numero Divino per antonomasia, numero della Creazione,
il numero dello sviluppo ordinario ed armonioso qual è
la Creazione biblica dell’Universo. E’anche il numero
del triangolo quindi della superficie e si esprime in
un semicerchio che raffigura l’idea della progressione
ciclica: nascita, apice, morte. Esotericamente è il
simbolo della sintesi spirituale, rappresentando la
soluzione del conflitto posto dalla dualità esprimendo
la formula della creazione di ciascuno dei mondi quale
prodotto armonico dell’azione dell’unità sul dualismo
stesso. In poche parole l’uomo raggiunge la perfezione
attraverso Dio che è unità per superare la sua natura
dualistica. Non a caso tutte le vie iniziatiche sono
costituite da un lento e faticoso cammino segnato da
gruppi di 3 Gradi che portano al compimento della
Grande Opera. Sono 3 i Gradi per l’Opera al Nero, sono
3 i Gradi per l’Opera al Bianco, sono infine 3 i Gradi
per l’Opera al Rosso che si conclude e sublima
nell’oro della conoscenza finale.
Il Tau
Gli scudieri
Templari avevano una Tau rossa cucita sul mantello che
diventa croce patente intera al momento del passaggio
al grado di Cavaliere. Il Tau è l’ultima lettera
dell’alfabeto ebraico e significa il compimento della
Creazione, l’individuo in cui inizia la seconda parte
dell’Opera, il Principio che conclude la Sintesi; si
riferisce parimenti al Pane quotidiano e la Verbo
Divino, cioè alle necessità fisiologiche e
all’elevazione. spirituale in osservanza della Parola
evangelica: "l’uomo non deve vivere di solo pane ma di
ogni parola che proviene dalla bocca di Dio". Stravos
per gli gnostici,chiave di volta del Tempio, croce
cristiana, croce ansata egiziana, Segno di Hiram…
Il Baphomet
Baphomet: idolo
dalla testa umana barbuta, con il corpo d’aquila e le
zampe di leone, emblemi tutti della Tradizione Regale
Solare. Ci riferiamo al variamente commentato affresco
trecentesco di autore sconosciuto, staccato dalle
tetre Carceri delle Stinche, trasferito nel Teatro
Verdi e oggi conservato in Palazzo Vecchio, nella
Salotta della malinconica Duchessa Leonora. L’affresco
è noto per una rara raffigurazione di Palazzo Vecchio
com’era alla fine del trecento e rappresenterebbe la
cacciata da Firenze del Duca di Atene Gualtieri di
Brienne, ad opera delle milizie popolari nell’agosto
del 1343. In realtà il pieghevole e raro affresco
circolare di circa tre metri di diametro, rappresenta,
sulla destra, un Cavaliere dell’Ordine del Tempio che,
cacciato dalla storia e dalla quotidianità, si ritira
nella Sede Invisibile di Montsalvat, laddove è
custodito il Santo Graal; lo fa proteggendo con grande
cautela l’Androgine, L’impersonificazione della Grande
opera Alchemica, la forza brutale e cieca che gli
Iniziati devono vincere per affrancarsi dalle catene
della Terra: il Baphomet Templare. In realtà il
Baphomet ha almeno tre significati, uno pubblico
rappresentato dalla traduzione delle lettere ebraiche
che lo compongono; uno numerico legato alla
divinazione dei Tarocchi; uno nascosto letto
esotericamente, cioè al contrario: Pur, Magnifico,
Favorito, Forte, Lodato, Liberatore, Divino, Scelto...

Fedeli d’Amore - la
Dottrina segreta
Il Padre Dante
saliva spesso a rimirare la sua amata città e forse
anche qui si incontrava con i” Fedeli d’Amore”
misteriosa organizzazione di sicura continuazione
Templare a cui appartennero nel tempo oltre al supremo
vate, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Boccaccio e
Petrarca.
I Fedeli d’Amore
erano divisi in Sette Gradi, cioè i sette gradini
della Scala Iniziatica, in corrispondenza coi Sette
cieli planetari e con le Sette arti liberali.
L’espressione Terzo cielo, quelle di Venere, e Terzo
Grado indicano il terzo scalino gerarchico in cui si
riceve il Saluto o la Salute; le iniziazioni si
svolgevano nel periodo di Pasqua non a caso l’epoca in
cui si situa l’intera azione della Divina Commedia.
Fondamentale per loro era il Principio Femminile,
rappresentato dalla Vergine Maria, la Rosa Mistica
delle litanie, la Saggezza impersonificata, la
Shekinah Kabbalistica. Soprattutto in questo senso
seguivano le tracce del Padre Spirituale dei Templari,
San Bernardo, per ciò chiamato il Cavaliere della
Vergine, e che conciò il vocabolo: Notre Dame; la
Madonna quale emblema di conoscenza e mediazione
iniziatica.
Toponomastica
Templare
Il tema della
toponomastica Templare lo affronteremo sia riguardo
alla titolazione delle Commanderie e Chiese, sia nei
confronti delle categorie di.toponimi riconducibili
alla vita ed organizzazione dell’Ordine del Tempio.
In merito al primo punto, il titolo in assoluto
maggiormente presente in Italia era Santa Maria;
evidentemente ciò era dovuto alla particolare
devozione dei Cavalieri Templari per la Vergine, in
questo sicuramente spronati dalla loro guida
spirituale: San Bernardo. Probabilmente subito dopo
troviamo S. Giovanni, Santa Maria Maddalena, Sant’Ilario
e i Santi Cavalieri: S. Martino, S. Giorgio e S.
Michele. In merito poi ai toponimi riconducibili
all’Ordine del Tempio vero e proprio, rileviamo
innanzi tutto:
Magione o Mason o Masone.dal francese
maison/ casa e dal latino Mansio.
Palazzo o Palazzetto,
casa fortificata, grossa costruzione, così il popolo
chiamava e chiama tuttora le Domus fortificate dei
Templari.
Commenda
comune anche agli insediamenti dei Cavalieri
dell’Ordine di
San Giovanni di
Gerusalemme, poi di Rodi e infine di Malta.
Colombara o Palumbo o Palombara,
che per i Templari rappresentava
una torre
d’avvistamento con colombaia, elemento-chiave per
inviare velocemente messaggi ai confratelli,
utilizzando i colombi viaggiatori, tecnica questa
appresa dai nemici Mussulmani in Terrasanta.
Hospitale, Ospedale, Ospedaletto, Ospizio
ovviamente riguardante luogo
di ricovero ed
ospitalità per viandanti e pellegrini. Grancia,
Ranc, Grangia, dal francese
“Grange”, insediamenti rurali
d’Ordini religiosi
quali Benedettini e Cistercensi ma anche Templari,
nelle zone soprattutto in cui fu necessaria una
bonifica di terre incolte e paludose.
Lazzaretto, S. Lazzaro, Lebbrosario,
ricordano i siti in cui venivano
rinchiusi i
sofferenti di quello che nel medioevo era considerato
un male incurabile:la lebbra.
Peschiera, Piscaia, Pescaia
pozze d’acqua artificiali create per l’allevamento
del pesce.
Spina, Spinoso, Spinaceto, Spino:profondo
significato esoterico della
Spina, spessissimo
gli insediamenti Templari si trovavano in località
irte di rovi e spinose.Ci sono poi i toponimi che
derivano dalle due diverse nature dei Templari:
Frati, Frari, Friari Fraris,
legati a quella monacale; Cavaliere, Cavalier,
Ciavalier, Cavaller, Leone,
Cavallermaggiore,
evidentemente legati a
quella cavalleresca
e combattente. Di probabile evidenza Templare sono
anche i toponimi che fanno riferimento a Mulino,
Pellegrino ed ovviamente Tempio, nel caso
quest’ultima non fosse località molto più antica e
quindi dedicata ad un tempio pagano...
Il Numero 4
La .simbologia del
numero 4 è legata alla Croce, ai punti Cardinali, alle
Stagioni, alle Fasi Lunari, agli Elementi: Aria, Acqua,
Terra e Fuoco: alla Via Iniziatica e Qualità
Essenziali: Umida, Secca Calda e Fredda.
E’il numero della solidità, simbolo dello spazio
delimitato dal terreno, rappresenta la situazione
umana e i limiti naturali fissati alla percezione
spontanea della totalità dell’Essere. Indica la
ragione e l’organizzazione che ne deriva, intesa anche
come limite della Conoscenza Illuminata, Mistica,
Spirituale ed Iniziatica. Il quattro regola le opere
d’deificazione, attraverso i punti cardinali e le
coltivazioni agricole, seguendo le stagioni e le fasi
lunari. Non a caso poi il Cristo ci ha salvato morendo
volontariamente sulla Croce emblema assoluto della
nostra natura umana razionale e pragmatica. Per gli
Ebrei altresì si esalta la sua sacralità nel numero
delle lettere del Nome Impronunciabile: JHWH (Javeh).
Sant’Ireneo giudicava il numero quattro talmente
perfetto da ritenersi impossibile l’esistenza di più
di quattro Vangeli. E San Girolamo: il tetramorfo
sintetizza la totalità del Mistero Cristiano,
l’Incarnazione (l’uomo alato), la Passione (il bue), La
Resurrezione (il leone), l’Ascensione (l’aquila).

Il Numero 6
Esotericamente il 6
è simbolo dell’Equilibrio e dell’Ambivalenza,
raffigurati dall’unione dei quattro element, acqua,
fuoco, terra, aria, nel sigillo di Salomone formato da
due triangoli sovrapposti in modo da creare una figura
con sei vertici.
Rappresenta la fine del dinamismo: la Creazione occupò
sei giorni. Kabbalisticamente è il numero
dell’Adattamento ma ripetuto tre volte è anche il
numero della seconda Bestia nell’Apocalisse!
La Spada nella
Roccia
Spada nella Roccia:
San Galgano.
Galgano Guidotti era nato nel 1148 da genitori nobili
in linea Salica, nel vicino borgo di Chiudismo e la
sua giovinezza gaudente e libertina ricorda quella del
suo quasi contemporaneo Francesco D’Assisi da giovane.
Stanco della sua vita dissipata, anche qui in
parallelo con il grande Santo, decide di lasciare il
suo ambito titolo di Cavaliere per ritirarsi in
solitudine e contemplazione della natura e di Dio. Fu
l’Arcangelo Michele che, secondo la Tradizione, gli
indicò il luogo ove costruire la sua capanna circolare
di frasche, sulla collina di Montesiepi: era il 21
dicembre 1180. Per riaffermare la sua definitiva
determinazione, Ser Galgano conficcò la sua spada da
Cavaliere in una fessura della roccia che affiorava
all’interno della capanna, rinunciando così al suo uso
come arma da guerra e utilizzandola invece come Croce
davanti alla quale pregare. Quella spada è ancora lì,
a simboleggiare per noi uomini del III millennio che
la Pace e la Fede superano la sterilità della
violenza.
Matrice di
Crocifisso di Farneta
Straordinario è poi
il reperto ritrovato nei campi circostanti
dell’Abbazia di Farneta, costituito da una matrice di
Crocefisso in pietra dura dell’VIII secolo di fattura
Longobarda. E’uno dei rarissimi primi esempi
iconografici occidentali in cui è rappresentata la
sublime figura del Cristo Vivente in fattura d’uomo
crocifisso, con sopra il capo una strana scala a tre
gradini che conduce al simbolo dell’infinito.
Prima di quest’epoca, cioè per 600 anni, era proibita
la raffigurazione umana del Cristo sulla Croce che
veniva infatti sostituito dal simbolo dell’agnello
sacrificale.

Giano Bifronte
Assai interessante è
una colonna a due facce sormontata da una croce
patriarcale: rappresenta Giano Bifronte, o il dualismo
del Baphomet, o l’eterna lotta Manichea tra il Bene e
il Male, o lo Spirito e la Materia, oppure l’immagine
di ogni individuo con una faccia ingenua ed imberbe
rivolta al Bene e allo Stesso tempo anche con un’altra
barbuta ed aggrottata rivolta al Male.
Nell’eterna oscillazione dobbiamo assolutamente
trovare il punto di equilibrio rappresentato dalla
Croce!
Il numero 1-Il
Serpente Ourobourus
L’Uno è il numero di
Dio, identificato esotericamente con la Cosa Unica, in
cui si riassumono Universo, Natura Divina e Uomo.
Rappresenta Dio in quanto Padre cioè simbolo della
potenza generatrice. E’ anche il simbolo dell’essere,
il Principio Attivo che spezzato in frammenti da vita
alla Molteplicità. Va posto in relazione con il Centro
Mistico, con il Polo Radiante e la Potenza Suprema, da
cui si effonde la Sapienza Tradizionale e l’Unità
Spirituale.
Gli Gnostici lo definivano numero ciclico,
raffigurandolo con il simbolo del Serpente Ouroboudros
che si curva all’intorno sino a mordersi la coda con
la scritta:”EV TO MAV” cioè l’Uno è il Tutto.
La Crocifissione
Tema centrale per il
Cristiano di ogni tempo, è indubbio che l’evento della
Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo oltre
all’evidenza del suo Significato Salvifico, ci porta a
riflettere sul suo simbolismo un poco più nascosto.
Innanzitutto il Cristo ha volutamente scelto, quale
luogo del suo Sacrificio, il Golgota, il monte
Calvario cioè il monte del Cranio. Cosa racchiude il
cranio se non il cervello umano? E’evidente che
dobbiamo leggere: la croce di Cristo è stata piantata
sul cervello perché l’uomo segua finalmente il suo
cuore simbolo dello Spirito e non la materialità
governata da i cinque sensi succubi della mente. Di
più, il Cristo ha deciso di immolarsi sulla croce,
simbolo dei quattro elementi e dei quattro punti
cardinali, rappresentazione della Materia, quale Ponte
e Centro di Sublime sintesi tra l’uomo e la sua
salvezza e Dio. E quella Tunica, che i legionari
romani tirarono a sorte, non ha forse il significato
stringente dell’aleatorietà e della futilità dei beni
e possessi materiali al momento della morte!?!

Il numero del
Tempio: il 17
Sottolineiamo ora il
profondo significato esoterico ed iniziatico del
numero 17: il numero del Tempio e dei Cavalieri
Templari.
Abbiamo già avuto modo di indicare il significato
dell’1 quale numero di Dio e della Cosa Unica, posto
in relazione col Centro Mistico, il Polo Radiante e la
Potenza Suprema rappresentata dal Serpe Ourobouros. Il
7 dal canto suo è il numero della Sapienza e della
Conoscenza e l’idea di mistero e magia che lo circonda
è legata al fatto che gran parte dei Cicli Vitali più
importanti sono settenari. Il sette simboleggia
insomma profonda saggezza, l’interesse per la
religione e per la filosofia, ricerca delle verità
eterne, segretezza e mistero, introspezione e
meditazione. Secondo la Kabbalah la Creazione
dell’Universo è avvenuta il 17.10.3761 a.C. e anche la
somma dell’anno dà 17! Sono 17 i nomi degli Angeli
invocabili in alto e 17 nomi dei demoni evocabili in
basso. La stella della Vergine Maria a otto punte, ha
in realtà 16 lati più il centro cioè 17.
La Rosa e il Rosone
Il Rosone è una
riproduzione stilizzata della rosa, ma anche della
ruota di fuoco collegata al sole nascente, che segna
per l’uomo gli immutabili tempi ciclici della vita e
del cosmo.
La Rosa, emblema del femminile per antonomasia,
attraverso il culto di Iside si spiritualizza e
l’Iniziato dopo aver sperimentato la schiavitù della
concupiscenza, sublimava gli istinti e nutrendosi di
rose dava il via alla propria rigenerazione interiore.
Nella simbologia Cristiana la Rosa diventa simbolo
della Vergine Maria, Rosa Mistica delle Litanie e del
Rosario: è equiparabile anche alla coppa quando ha i
petali aperti, quindi al Santo Graal; così come la
Rosa Rossa è simbolo del Sacro Cuore di Gesù
circondato da una corona di spine. Ulteriori valenze
simboliche sono poi legate al numero dei “petali” del
rosone: sei petali rappresentano la stella a sei punte
emblema di sapienza, sette petali alludono all’ordine
settenario del cosmo, otto petali rappresentano
rigenerazione
La simbologia
animale
Fondamentale nel
Medioevo la simbologia animale del Leone, segno
potentemente solare che si mette in connessione anche
con l’oro, il sole sotterraneo.
Tutte le volte in cui il leone lotta con il toro
rappresenta l’eterno conflitto della Luce con le
tenebre. Due leoni affiancati a protezione della
Chiesa rappresentano il bisogno dell’Ordine e
dell’Equilibrio. Nel tetramorfo è il simbolo
dell’evangelista Marco e assieme all’aquila (Giovanni)
che rappresenta potentemente l’Ascensione al cielo,
l’aria e l’azione, “l’uccel di Dio” secondo Dante,
costituisce uno dei simboli solari più importanti
dell’occidente. Con frequenza appaiono poi l’Agnello,
animale del sacrificio che rappresenta il rinnovamento
continuo della Vita; l’Ariete da cui inizia la ruota
dello Zodiaco; il Maiale simbolo dell’Impurità;la
Lepre di Lussuria; le Api segno di Diligenza ed
Eloquenza; la Colomba arcinoto simbolo dello Spirito
Santo; il Gallo emblema di Resurrezione e Vigilanza
nell’Adorazione di Cristo Bambino l’Asino rappresenta
Pazienza, Semplicità e Tenacia, ed il Bue la
Canalizzazione degli istinti in energie controllabili
a fin di ben oltre a significare la Passione di Gesù.
Il numero 2
Il numero Due
rappresenta l’eco, il riflesso, il conflitto e la
contrapposizione, segna la stasi momentanea di forze
in equilibrio e corrisponde al trascorrere del tempo.
Simbolicamente rappresenta il primo nucleo di materia
creata in opposizione al Creatore: la Luna ( luce
riflessa) in opposizione al Sole (luce propria).
Esotericamente designa anche il lato tenebroso nel
dualismo fondamentale dell’Essere rappresentato dal
Mito dei Gemelli o Dioscuri. E’un numero connesso alla
ricettività e al male che spezza l’unità, ecco perché
tutti gli oggetti ed i simboli biforcuti ed a due
punte sono ricondotti al Diavolo;non a caso nella
Bibbia, parlando della Creazione, Dio osservò alla
fine di tutti i giorni che “ciò era buono” frase
stranamente omessa solo alla fine del secondo giorno!

Il numero 11
L’11 ci ricorda il
numero riferito ai primi discepoli di Gesù: viene
tolto il traditore Giuda. L’11 è detto, infatti, il
numero delle Rivelazioni e chi è sotto il suo influsso
ritiene di avere un messaggio da comunicare al
prossimo. Dio l’Uno aggiunto al mondo 10 è il segno
dell’inizio della Conoscenza assoluta cioè
dell’ingresso nella vita superiore dei Cieli.
Il linguaggio degli Uccelli
Il Maestro pittore
di Offida vuole sottolineare un argomento esoterico
molto importante legato alla Tradizione Primordiale:
il Cristo Bambino parla già il Linguaggio degli
Uccelli, come San Francesco, ricordate, o Gilgamesh o
San Patrizio d’Irlanda o Arjuna o l’Illuminato Buddha
o tutti i più importanti Mistici, Profeti, Santi ed
Iniziati. Ovviamente parlare il linguaggio degli
Uccelli non vuole dire comunicare con i nostri amici
pennuti, ma comprendere e comunicare con gli Esseri
Spirituali più alti appartenenti cioè alle Sfere
Superiori di Esistenza, nei cieli degli Angeli e degli
Arcangeli, al di sopra della Manifestazione umana.
Il Tesoro Templare
A proposito della
caduta dell’Ordine del Tempio, cos’era avvenuto del
famoso tesoro dei Templari, gelosamente custodito nel
punto più inaccessibile del Tempio di Parigi?
Come mai l’improvvisa irruzione del Nogaret e dei suoi
sgherri all’alba del 13 ottobre 1307 non aveva trovato
traccia di ricchezze, di documenti fondamentali e di
oggetti antichissimi? Secondo le stime del Re di
Francia Filippo il Bello, e di Nogaret, avrebbero
dovuto essere presenti 156 tra Cavalieri e grandi
dignitari dell’Ordine ma ne furono arrestati solo 147
ed i forzieri furono trovati desolatamente vuoti. Tra
i dignitari Templari parigini mancava all’appello il
visitatore di Cipro: Jean Marc L’Armenius o de
Larmenie, segretario particolare del maestro Jacques
de Molay. A lui secondo la Tradizione fu affidata la
Carta di Trasmissione dei poteri iniziatici e di
investitura, oltre alle segrete ricchezze del Tempio;
nella notte del 12 ottobre 1307 alcuni carri e nove
Cavalieri si allontanarono furtivamente dal Tempio di
Parigi per imbarcarsi nei porti Templari di La
Rochelle o Deauville sulla Manica. E’stato reperito
recentemente un documento nell’annuario parrocchiale
di Deauville dal quale risulta che un traghettatore,
Philippe Tomei, imbarcò sulla chiatta il giorno 15
ottobre 1307 ben 14 casse recanti inciso uno stemma
crociato. Fu pagato da un Cavaliere accompagnato da
otto frati, cavalli e giumente…
Il numero 5
Il numero 5 è
rappresentato geometricamente dal pentagramma o stella
a cinque punte che racchiude l’unione del microcosmo
con il macrocosmo, l’umano con il divino.
Potente simbolo magico positivo se posizionato con la
punta verso l’alto, emblema del maligno e della
negatività con la punta girata verso il basso. In
senso simbolico rappresenta la sensualità e i piaceri
della carne, perché è il numero dei cinque sensi:
domina coloro che ascoltano gli impulsi materialistici
più che quelli dello spirito. Esotericamente è il
simbolo della quintessenza che agisce sulla materia
trasformandola; esprime i quattro punti cardinali
intesi misticamente più il centro che dona. Loro
significato e scopo. E’infine l’unione del principio
maschile celeste(il 3) con quello terrestre femminile
o magna mater (il 2).
Il numero 22
E’la tradizione
biblica a sottolinearne .l’importanza: sono 22 infatti
le lettere dell’alfabeto ebraico, 22 i libri
dell’Antico Testamento, e secondo Isidoro di Siviglia
sono 22 le cose generate da Dio nei sei giorni della
Creazione. Sono 22 le lettere inscritte nei due
triangoli della stella a sei punte. Dio si limitò a
Nominar i 22 enti creati, che immediatamente vennero
ad esistere, contenendo il Nom, l’essenza della cosa:
nel 22 sta quindi il segreto della creazione
dell’Universo da parte di Dio.
Il numero 12
I cavalieri della
Tavola Rotonda rappresentanti del potere centrale ed
Ordinatore intorno. ad un punto immobile, Re Artur,
sono in numero di 12; nel Roman de Brut sono 12 i Pari
che si dividono la terra in tante parti di cui sono R;
i 12 troni del Midgard nordico; i 12 supremi Dei
dell’Olimpo; i 12 ceppi del Centro Delfico; i 12
Littori a Roma…
Inutile poi
sottolineare che la somma di 12 è 3, numero perfetto e
rappresentazione Trinitaria del nostro Dio solare El
Elion: l’Altissimo.
Guardiani della
Terrasanta
Una delle funzioni
più importanti attribuite ai Cavalieri Templari:
quella di “Guardiani della Terra Santa”. Da un punto
di vista esteriore, la prima spiegazione è ovviamente
riferita al ruolo del combattente dell’Ordine
Cavalleresco nella sua difesa della Palestina e dei
luoghi santi; la questione però è resa più complessa
dal dato comprovato riguardante organizzazioni
iniziatiche orientali quali gli Hashishiyyin
(assassini) e i Drusi che assunsero anch’esse il
medesimo titolo di guardiani della Terra Santa.
L’espressione “Terra Santa” ha in realtà vari
sinonimi: Terra dei Santi, Terra dei Beati… E’inoltre
indicata dalle diverse tradizioni quale “centro del
mondo” o “cuore del mondo” ed Omphalos. Esistono
infatti tante Terre Sante quante sono le Tradizioni
regolari di cui. rappresentano il centro spirituale
nascosto, tutte subordinate ad una Terra Santa per
eccellenza: la sede delle Tradizioni primordiale, la
Contrada Suprema, il Sanscrito Paradesha, il Caldeo
Pardes, l’occidentale Paradiso Terrestre.
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