IL LIBRO 3 |
Breve storia dell'Ordine
del Tempio
...Molto
si è scritto e detto senza mai averne colto la vera essenza e
la spiritualità, sempre ben celata sotto i bianchi mantelli
...
I CAVALIERI DELL’ATTO SACRIFICALE
La
data della costituzione dell’Ordine è sempre stata
fissata convenzionalmente nel 1118 ma dagli atti del
Concilio di Troyes redatti dal monaco Jean Michel si
indica con precisione che ciò avvenne nel 1119,
infatti egli precisa: ”convenimmo a Troyes su
richiesta del Maestro Ugone dè Pagani nell’anno 1128
dalla nascita di Cristo, essendo trascorsi nove anni
dalla fondazione dell’Ordine”.
Baldovino II Re di Gerusalemme donò ad Ugone dè Pagani
come sede stabile, una parte della spianata del Tempio
di Salomone nei pressi del Palazzo Reale, là dove i
musulmani avevano edificato la Moschea Al-Aqsa, e per
questo motivo i PAUPERUM COMMILITONUM CHRISTI
TEMPLIQUE SALOMONICI furono chiamati TEMPLARI.
E’
probabile che Ugone Dei Pagani fosse originario di una
località presso Amalfi, Nocera, e che sia giunto a
Gerusalemme per partecipare alla difesa della Terra
Santa con gli Amalfitani o addirittura assieme ai
primi Cavalieri Ospedalieri o di S. Giovanni, che nel
1120 ebbero come maestro Fra Roger detto “Pagano”.
La
prima conferma della esistenza dei Templari è in una
pergamena redatta a S. Giovanni d’Acri nel 1125, dalla
quale si evince che oltre ad aver ufficialmente il
compito di vigilare sulle strade di accesso ai luoghi
santi combattendo con la spada gli infedeli ed i
predoni, ebbero a svolgere anche incarichi diplomatici
e di rappresentanza del Patriarcato di Gerusalemme.

All’inizio seguirono la Regola di S. Agostino e
pronunciarono i voti di povertà, castità ed
obbedienza. Il momento-chiave dell’inizio della
vertiginosa espansione dell’Ordine del Tempio in
Europa fu senz’altro il Concilio di Troyes del 1128 in
cui San Bernardo di Chiaravalle fisserà nel trattato
DE LAUDE NOVAE MILITIAE quelli che poi saranno stati
fino alla fine i criteri formali e spirituali che
contraddistingueranno i Cavalieri della Rossa Croce
Patente all’interno del grande fenomeno cavalleresco
occidentale.
Dopo il Concilio il Maestro Ugone dè Pagani ed i suoi
Cavalieri viaggiarono per l’Europa facendo
proselitismo e ricevendo donazioni e terre sia da
laici che da prelati, contando anche sull’appoggio di
uno dei più famosi e potenti feudatari francesi il
Conte Ugo di Champagne. Il consolidamento definitivo
della potenza templare avverrà nel 1139 quando il Papa
Innocenzo II consacrò l’assoluta autonomia dell’Ordine
e la esclusiva dipendenza dal Pontefice con la bolla
OMNE DATUM OPTIMUM.
La
milizia si suddivideva in 3 classi: Scudieri,
Cavalieri di Grazia e Cavalieri di Giustizia, i colori
del vessillo chiamato “Beauceant” furono sempre il
nero al basso ed il bianco all’alto distribuiti in
parità, il famosissimo motto fu tratto dal libro dei
Salmi: “NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS SED NOMINI TUO DA
GLORIAM”.
In
Oriente i Templari rappresentarono più di ogni altra
la crociata permanente, combattendo la loro guerra
santa coprendosi di gloria sia nelle vittorie che
nelle sconfitte e pagando un pesantissimo tributo di
sangue: dei ventitré Gran Maestri, sette perirono in
combattimento, cinque in conseguenza delle ferite
riportate in battaglia, uno prigioniero del nemico.
Pietre miliari del sacrificio templare: la difesa di
Gaza 1171, la battaglia di Tiberiade 1187, la vittoria
su Saladino ad Arsuf 1191, il sacrificio di Damietta
1219, la gloria di Mansurah 1290, il martirio di
Sephet 1262, l’olocausto di S. Giovanni D’Acri 1291.
Furono altresì grandi costruttori di fortezze
inespugnabili dislocate in punti strategici: Baghras,
Saphet e Castel Pellegrino o Athlit.
L’apporto dei Cavalieri Templari allo sviluppo
dell’Occidente è stato sicuramente importante e
parallelo a quello dei monaci Cistercensi e dei Fra
Macons costruttori di cattedrali gotiche. Edificarono
chiese, ospizi fortificati, strade, ponti e villaggi,
bonificando terreni paludosi ed incolti, sviluppando
il commercio addirittura affrancando i servi della
gleba trasformandoli in lavoratori alle dipendenze del
Tempio.
Le
commanderie e magioni templari si diffusero a migliaia
in tutta Europa, ed erano complessi autosufficienti
difesi da mura, da torri di vedetta, cappella,
scuderie, armerie, fucine, mulino, cantine, magazzini,
infermeria, foresteria e cimitero.
Dopo la perdita della Terrasanta con la caduta di Acri
nel 1291 i Templari spostarono il loro quartiere
generale a Cipro, mantenendo però il centro
finanziario-politico a Parigi dove addirittura
possedevano una parte del centro città chiamato “le
Temple” con all’interno la fortezza resa famosa dalla
rivoluzione francese: “la Bastiglia”.
Negli ultimi anni di vita dell’Ordine i Cavalieri si
indirizzarono verso il campo
amministrativo-finanziario, banchieri e tesorieri di
fiducia di Re, Papi, Principi feudali, comuni e
repubbliche marinare, inventarono tra l’altro la
lettera di credito grazie alla quale il denaro poteva
circolare ovunque con sicurezza e riservatezza visto
che la pergamena era scritta in alfabeto cifrato e con
sigillo dell’Ordine. La loro ricchezza e la potenza
acquisita furono i veri nemici del Tempio, che dopo
pochi anni affrontò la cupidigia degli uomini e
l’invidia di laici ed ecclesiastici potenti.

Tra di essi il più accanito si dimostrò il Re di
Francia Filippo il Bello, che doveva ingenti somme al
Tempio di Parigi e non poteva più permettere ai
Templari di essere uno Stato dentro il suo Stato.
Fin dal 1305 Filippo aveva proposto al Gran Maestro
Jaques de Molay l’ingresso nell’Ordine di un suo
figlioccio con l’intento scoperto di controllare il
Tempio e addirittura di reggerlo direttamente.
Dopo averne ricevuto un rifiuto decise di passare a
vie di fatto utilizzando un sistema allora molto in
voga per distruggere gli avversari: l’accusa di
eresia. Il suo braccio destro Nogaret arrestò
simultaneamente il 13 ottobre 1307 tutti i Cavalieri
Templari del regno ed iniziò ad interrogarli per mezzo
di torture.
Le
accuse erano:
•
procedere ad una iniziazione segreta, basata sullo
sputo alla Croce ed il rinnegamento di Cristo;
•
svolgere la Santa Messa senza consacrare l’ostia;
•
adorare un idolo chiamato Baphomet;
•
praticare l’omosessualità;
•
connivenze con i musulmani ai tempi delle crociate.
Passarono cinque anni terribili tra torture,
ripensamenti del Papa Clemente V succube del Re
francese (non dimentichiamo che stiamo parlando del
periodo Avignonese del Papato) flebili speranze di
giustizia, vessazioni e roghi scellerati. Alla fine il
3 aprile 1312 con la bolla VOX CLAMANTIS IN EXCELSO il
Papa sciolse in via amministrativa l’Ordine senza
peraltro condannarlo definitivamente, in mancanza di
prove certe e documentarie.
L’ultimo atto della tragedia templare si consumò il 18
marzo 1314 quando il Gran Maestro Jaques de Molay fu
bruciato innocente sul rogo in una isoletta al centro
della Senna. Il De Molay chiamò, fieramente, a
comparire al cospetto del Tribunale celeste i suoi
ingiusti persecutori, entro un anno dalla sua fine.
Di
lì a pochi mesi morirono stranamente, sia il Nogaret,
ucciso, sia il Pontefice Clemente V di grave malattia,
che il Re Filippo il Bello, in un incidente di caccia.
Così, almeno secondo la storiografia ufficiale, finiva
la vita dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Gesù
Cristo del Tempio di Salomone detti Templari.

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CENNI STORICI SULL’ORDINE |
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DEL TEMPIO IN ITALIA |
Intorno ai primi mesi del 1130 iniziò l’espansione
dell’Ordine nella Penisola Italiana. Tale espansione
fu favorita dalla partecipazione dei primi Templari
alla causa antiscismatica di Papa Innocenzo II
sostenuta da San Bernardo di Chiaravalle contro
l’antipapa Anacleto II. E’ di questi anni il famoso
trattato DE LAUDE NOVAE MILITIAE col quale S. Bernardo
“presentò” il nuovo Ordine all’Occidente cristiano,
facendolo ufficialmente partecipare al Concilio di
Pisa della primavera del 1135 nel corso del quale i
Templari vennero a contatto con quasi tutti i vescovi
dell’Italia settentrionale e centrale, iniziando ad
aumentare la presenza di “mansio” che fino a quel
momento si limitavano ad Ivrea, Reggio Emilia, Milano
e Roma.
E’
palese il disegno strategico di Bernardo che
parallelamente incrementò negli anni tra il 1130 ed il
1140 la fondazione dei più importanti monasteri
Cistercensi dell’Italia settentrionale: Chiaravalle di
Milano, Chiaravalle della Colomba, Staffarda... dove
troviamo gli insediamenti templari in Italia? Lungo
gli itinerari medievali frequentati dai pellegrini e
dai crociati che raggiungevano gli imbarchi per la
Terrasanta; normalmente immediatamente fuori dalle
mura delle più importanti città e comuni medievali,
meglio se vicino a corsi d’acqua navigabili con
barconi a fondo piatto o in prossimità di
impenetrabili foreste, ricettacolo di predoni e
pericoli di ogni tipo.

Troviamo insediamenti Templari sottoforma di mansio,
commanderie, case rusticali, chiese e conventi
fortificati, lungo le direttrici più importanti:
ovviamente la via Francigena, ma anche la via
Postumia, che attraversava il nord Italia da ovest ad
Est consentendo l’imbarco a Venezia, ma anche la
prosecuzione via terra attraverso i Balcani fino a
Costantinopoli e Gerusalemme, e quasi tutte le grandi
arterie consolari romane: l’Ongaresca, l’Appia, la
Cassia, l’Aurelia, l’Emilia ecc..
La
penisola italiana era stata divisa in due provincie:
la Lombardia e la Puglia.
Ogni provincia aveva un Maestro che controllava i
Precettori delle mansio sparse nel suo territorio di
competenza, e i cavalieri templari, sergenti,
serventi, cappellani oltre ai cavalieri ausiliari
laici.
Le
provincie italiane erano ovviamente importantissime
per la posizione strategica rispetto alla Terrasanta e
per la presenza del Santo Padre a Roma che ha sempre
favorito l’Ordine riempiendolo di donazioni e
privilegi, considerandolo, a ragione, il suo braccio
armato.
I
più importanti complessi templari furono Bologna,
Piacenza e Roma ma anche i porti più
efficienti:Venezia, Genova, Pisa, Brindisi,
Civitavecchia, Messina e realtà poste in posizioni
strategiche di comunicazione: Reggio Emilia, Perugia,
Matera, Potenza, Asti,Torino,Treviso,Verona.
I
cavalieri contribuirono alla manutenzione delle
strade, dei ponti ed al controllo dei guadi, delle
gole e dei passi più pericolosi, oltre a dare, con una
potente flotta, impulso ai commerci marittimi e alla
marineria.Anche per questo ebbero ottimi rapporti sia
con i liberi comuni del settentrione, tanto da
diventarne in alcuni casi anche Podestà, che con le
libere repubbliche marinare o con nobili feudatari per
i quali agirono più volte come ambasciatori e
banchieri. Ma i compiti più prestigiosi ed importanti
furono quelli inerenti
alla persona del Pontefice del quale nei duecento anni
di storia furono CUBICOLARI ed OSTIARI oltre che
ambasciatori, garanti di tregue, e tesorieri. Fu forse
per questo che all’epoca dei processi ben pochi furono
in Italia gli arresti di Cavalieri Templari, baluardo
come erano stati per duecento anni della cristianità e
del Papa.
Come è ben noto purtroppo, nonostante l’Arcivescovo
inquisitore di Ravenna Rinaldo da Concorezzo li avesse
assolti perché innocenti, nel resto d’Italia in
particolare in Toscana nel 1313 furono condannati dopo
aver subito torture pesantissime simili a quelle dei
confratelli francesi.
Allo scioglimento dell’Ordine decretato da Papa
Clemente V tutti i beni ed i possedimenti templari
entrarono in possesso degli Ospedalieri o Cavalieri di
S. Giovanni oggi di Malta.

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Testi tratti da: Templari
Oggi, di |
|
Fra Mauro Giorgio Ferretti - Eques Magna Crucis - Ordo Equester Templi |
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AIEP
EDITORE
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