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RASSEGNA
STAMPA
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"La Cronaca di
Piacenza" 16 luglio 2005 -
9
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Borgotrebbia,
il rilancio parte dalla chiesetta
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Si
cercano finanziamenti per recuperare
l’oratorio sull’argine del Po |
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DI ARIANNA GROPPI
Pensa in grande don Pietro,
che crede nella potenzialità di una piccola
frazione come Borgotrebbia. «Piacenza è una
città dormiente che ha solo bisogno di
essere stimolata, e poi tira fuori delle
potenzialità nascoste capaci di creare idee
ambiziose come questa della chiesa di
Camposanto Vecchio», ha spiegato il parroco.
E a guardare il progetto, si ha proprio
l’idea che qui si vogliano fare le cose in
grande. Non si è pensato, infatti, solo al
restauro della chiesa che di per sé
rappresenta un importante esempio d’arte
barocca, tanto che gli studiosi l’hanno
attribuita a importanti artisti come i
Bibbiena, ma il piano di recupero prevede la
valorizzazione di tutta l’area. Da poco la
parrocchia di Borgotrebbia ha acquistato i
caseggiati e i terreni che circondano
l’oratorio. Data la posizione, infatti,
tutta l’area si presta ad essere inserita
nel più ampio progetto del Parco Fluviale
del Po, che il Comune di Piacenza da qualche
anno ha attivato, all’interno della più
ampia iniziativa “Po fiume d’Europa”. L’area
di Camposanto Vecchio, propriamente
risistemata, andrebbe fornire tutta una
serie di servizi e spazi utili a questo
scopo. Nel caseggiato che si trova sulla
destra, un antico fienile in mattoni, è
stato previsto uno spazio di accoglienza e
formazione legato al parco fluviale, come ad
esempio la sede delle guide turistiche e uno
spazio dedicato alle esposizioni che
potranno essere sia temporanne che stabili,
come ad esempio un piccolo museo
naturalistico con le speci animali e
vegetali che si trovano lungo il Po. Al
piano superiore poi è stata prevista una
sala conferenze o auditorium. Nel piccolo
ambiente che si trova in fondo al fienile,
potrebbe trovare posto una sede Scout, che
viste le finalità della associazione, bene
si accorda con la dimensione del parco
fluviale. Per quanto riguarda l’edificio
addossato alla chiesa, il progetto prevede
la realizzazione di bagni per gli utenti del
parco. Uno spazio don Pietro ha poi pensato
di riservarlo ai più bisognosi, con la
costruzione di due case di accoglienza per
situazioni di emergenza come famiglie
sfrattate, persone in difficoltà, per il
quale si prevede anche il coinvolgimento
delle autorità comunali. Chiaramente tutto
questo ha un costo, che nonostante la buona
volonta, non può essere affrontato
interamente dalla parrocchia. Ma vista la
versatilità e utilità del progetto don
Pietro si augura che la città non stia a
guardare contribuendo alle spese. |
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«Veglieremo sulla chiesa»
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Il
priore Ferretti promette l’impegno dei
suoi cavalieri |
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La serata ha offerto anche il pretesto
per fare un po’ di chiarezza sul famoso
ordine dei Cavalieri del Tempio, meglio
conosciuti come cavalieri Termplari,
tornato agli onori delle cronache grazie
al bestseller Il codice da Vinci. «Noi
non siamo una setta segreta che trama
alle spalle del mondo. Abbiamo anche un
sito internet su cui è possibile vedere
chi siamo e di cosa ci occupiamo - ha
spiegato Mauro Giorgio Ferretti
priore di una delle associazioni che
vogliono raccogliere l’eredità
spirituale dei Templari - L’ordine, come
è ben noto venne soppresso nel 1300. Nel
1700 si ricostituì in forma laica, e da
allora si muove all’interno del mondo
cattolico per salvaguardare e portare
avanti i valori cristiani. Noi, da un
po’ di anni, ci siamo presi come
missione quella di combattere le sette
sataniche, che da un’inchiesta del Cei
risultano essere 300mila. Uno dei
sistemi è proprio quello di privarli dei
loro luoghi di adunanza, che nella
maggior parte dei casi sono chiese. Non
a caso abbiamo scelto come casa madre
una chiesa nel reggiano che siamo
riusciti a strappare ai miscredenti.
Cosa che faremo anche qui. Dopo averla
ripulita ci impegneremo a vigilare con
veglie di preghiera e controlli
assidui». |
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Templari
cattolici in aiuto di don Cesena |
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(a.g.) Aiutati che il ciel t’aiuta.
Potrebbe essere questo il motto della
bandiera che da un po’ di anni sventola
sulla parrocchia di Borgotrebbia - da
tre anni per la precisione - da quando
don Pietro Cesena ha cominciato a
guidare le anime della piccola frazione
di Piacenza. E non solo di anime si è
occupato in questi anni. Nel 2003
Cronaca scrisse dell'ambizioso progetto
che il parroco aveva in mente: la
riapertura della chiesa di Camposanto
Vecchio, meglio conosciuta come chiesa
degli appestati. Tristemente famosa per
essere diventata un ritrovo di sette
sataniste, la chiesetta gioiello
d'architettura barocca era una vera e
propria spina nel fianco per don Pietro,
che all’epoca disse: «Il problema della
chiesa degli appestati non sta solo nel
desiderio di dare lustro a un opera
d'arte, ma di fornire alla città una
struttura che le sia utile». Sicuro
della bontà e della validità del suo
progetto, riuscì a convincere persino
uno studio d'architetti a realizzare
gratuitamente (parola tanto rara quanto
preziosa) un progetto di restauro e di
riutilizzo degli spazi. Questo due anni
fa. Oggi, per portare avanti la sua
impresa, don Pietro ha chiamato i
rinforzi. Giovedì sera nella piccola
saletta dell’oratorio ha presentato a
tutti i cittadini di Borgotrebbia i
cavalieri che gli sono venuti in
soccorso. E non in senso metaforico,
proprio i cavalieri dell’Ordine dei
templare cattolici, come tiene a
precisare Mauro Giorgio Ferretti,
priore dell’ordine, presente alla
serata. «Abbiamo deciso di rivolgerci a
loro perché avevamo bisogno di qualcuno
che ci aiutasse a mantenere viva
l’attenzione su questo luogo, che al
contrario di quello che pensano tutti
non è dimenticato da Dio - ha spiegatto
don Pietro - Anzi, al contrario di tante
chiese chiuse, non è mai stata
sconsacrata. E probabilmente è questo
che attira tanto i satanisti, che
possono compiere i loro riti in maniera
ancora più derisoria». Da questa
collaborazione ha portato subito i primi
frutti, tanto che volontari di
Borgotrebbia aiutati da questi templari,
andranno di persona con tanto di scopa e
pennello a ripulire e rendere
presentabile la piccola chiesetta,
cancellando le ignobili scritte che ne
deturpano l'interno. I cavalieri si sono
poi presi l’impegno di presidiare
l’edificio con veglie di preghiera,
perché si sa, gli avventori che sino ad
ora ne avevano preso possesso non sono
persone «propriamente gentili». (nella
foto, da sinistra Mario Giorgio Ferretti
e don Pietro Cesena) |
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