RASSEGNA STAMPA

"Gazzetta di Parma" del 16 maggio 2005 - 6

 
 

 

 

Dopo 700 anni tornano i Templari

Ieri in duomo la cerimonia di investitura di un nuovo "cavaliere di Dio"

 
FIDENZA. Dopo settecento anni i Templari sono tornati in Cattedrale e l'anno fatto proprio la domenica di Pentecoste, ricorrenza particolarmente significativa per la Chiesa e la festa più importante per la Cavalleria. Occasione scelta per la solenne investitura di un nuovo cavaliere dal Supernus Ordo Equester Templi, ordine laico con forte spiritualità nato nel 1705 richiamandosi ai templari medievali di cui San Bernardo fu il grande ispiratore. Ha suscitato un misto di curiosità e di ammirazione il folto gruppo di dame e cavalieri che, schierati a fianco dell'altar maggiore in lunghi mantelli crociati, hanno partecipato ieri mattina alla Messa presieduta dal vescovo monsignor Maurizio Galli. Il presule ha celebrato insieme al vicario generale monsignor Aldo Aimi e a padre Giorgio Finotti, superiore dei Filippini di Bologna, templare egli stesso e guida spirituale degli aderenti all'Ordine cavalleresco.
Rappresentanze di questi nuovi templari (www.templarioggi.it) hanno già partecipato a momenti significativi per la nostra comunità, come la festa di San Tommaso Becket a Cabriolo e l'inaugurazione di una Maestà mariana a Pieve Cusignano. Il vescovo, all'inizio della celebrazione [...] ha sottolineato come la presenza dei cavalieri sia "una testimonianza di attenzione alla realtà della Chiesa e ai suoi valori".
E dopo la messa è iniziato il rito dell'investitura del candidato secondo l'antica tradizione medievale. il priore fra Mauro Giorgio Ferretti, ringraziando dell'ospitalità in Cattedrale, ha spiegato come il neo cavaliere sia arrivato alla meta dopo tre anni di preparazione e dopo aver trascorso la note precedente l'investitura in preghiera nella cripta del Duomo.
Con lui, che in questa "prova di coraggio" ha vegliato in piedi davanti all'altare da mezzanotte all'alba, c'erano lo stesso priore e due commendatori Alfredo Del Porto e Carlo Fiordalisi, e un cavaliere che ha voluto ripetere questa "veglia d'armi". Il rito dell'investitura, molto suggestivo, ha fortemente coinvolto i presenti, ed è stato preceduto dall'accoglimento di due novizi, un ragazzo e una ragazza.
Quindi il candidato, con gli occhi bendati da una fascia nera a significare il cambiamento di vita, è stato accompagnato davanti al priore. Ed ha accettato in ginocchio le regole dei cavalieri, chiamati a difendere la fede, la chiesa, la patria, le donne, i deboli, gli orfani anche a costo della propria vita. Ricevendo infine l'investitura con tanto di spada appoggiata sulla spalla e l'auspicio "che Dio ti faccia buono".
Emozionatissimo, con voce rota, Sari Piazza, 29 anni, vigile del fuoco di Faenza, ha pronunciato il solenne giuramento, "abbracciato" subito dopo da un lungo applauso. «Ho ritrovato Cristo, ritrovando me stesso attraverso la strada cavalleresca - ci ha detto il neo cavaliere raggiante - è un onore per me indossare i mantello templare e poter così testimoniare la mia fede».
«Siamo templari cattolici e non siamo massoni - sottolineano ad una voce padre Finotti ed il priore Ferretti - aspettiamo il riconoscimento della Chiesa di cui difendiamo i valori».
«Sono sempre più numerosi i vescovi - continua Ferretti - che ci sono favorevoli e siamo pronti ad offrire la nostra collaborazione, in particolare nel presidiare e recuperare chiese abbandonate, specie templari, e nel combattere il satanismo nelle nostre Diocesi».

Anna Orzi (giornalista della Gazzetta di Parma)


Il Risveglio (periodico ufficiale della Diocesi di Fidenza)

del 27 maggio 2005"- 6/2

In Duomo l'investitura di un cavaliere dei templari

Sari Piazza, ventinovenne vigile del fuoco di Faenza, ha trascorso l'intera notte della veglia pregando in piedi nella cripta

Un evento decisamente insolito ha caratterizzato la festa di Pentecoste in Cattedrale. Dopo la Messa concelebrata dal Vescovo, mons. Maurizio Galli insieme al vicario generale, mons Aldo Aimi e a padre Giorgio Finotti, superiore dei Filippini di Bologna, c'è stata la solenne investitura di un cavaliere del Supernus Ordo Equester Templi.
Si tratta di un ordine religioso-cavaleresco fondato nel 1119 da Ugo di Payns per difendere il Santo Sepolcro a Gerusalemme dopo la conquista dei crociati e proteggere le genti che vi si recavano in pellegrinaggio. La sua regola fu scritta sulla base di quella cistercense e venne fatta approvare al concilio di Troyes da Bernardo di Chiaravalle.
Espressione diretta del movimento delle Crociate, i templari si distinsero in molte battaglie contro i musulmani e giunsero a ricoprire un ruolo di primo piano nelle transazioni commerciali tra l'Europa e l'Oriente. Ciò diede fastidio a numerosi sovrani, in particolare a Filippo il Bello che li avversò apertamente e che non esitò a fabbricare false accuse per impossessarsi delle loro ricchezze. Le insistenti pressioni da parte della Francia sul papato ottennero alla fine lo scioglimento dell'ordine nel 1312. Prima della sua ricostituzione dovettero passare ben quattro secoli.
Padre Finotti, anch'egli templare, è la guida spirituale degli appartenenti a questo ordine che è presente in Italia soprattutto nel centro-nord. I fedeli sono rimasti affascinati dal folto gruppo di dame e di cavalieri dai lunghi mantelli crociati che hanno partecipato alla Messa, schierati di fianco all'altare maggiore, con il priore Mauro Giorgio Ferretti del Priorato di Santo Stefano.
Il candidato, Sari Piazza, ventinovenne vigile del fuoco di Faenza, aveva trascorso la notte precedente l'investitura (dopo tre anni di preparazione) in preghiera, in piedi, nella cripta del Duomo, assistito dal priore e dai commendatori Alfredo del Porto e Carlo Fiordalsi. Il rito, suggestivo, è stato preceduto dall'accoglimento di due novizi, un ragazzo e una ragazza.
"Siamo templari cattolici - ha puntualizzato il priore - e non certo massoni. Offriamo collaborazione ai vescovi (sono sempre più numerosi quelli che ci sono favorevoli) principalmente nel presidiare e recuperare chiese abbandonate, specie templari, nonché combattere le sette sataniche nelle nostre Diocesi.
Ci impegnamo nella difesa della fede, della Chiesa, della patria, delle donne, dei poveri, dei deboli, anche a costo della nostra vita. Aspettiamo il riconoscimento della Chiesa perché intendiamo praticare e difendere i valori di cui essa è portatrice".
Il discorso si è concluso col saluto dell'ordine: "Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam" (salmo 113).

 

Anna Orzi (giornalista della Gazzetta di Parma)

 
 
 

    

 
 

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