IL LIBRO - 2 |
PREFAZIONE
Pur
nelle migliaia di opportunità che il nostro paese
quotidianamente ci presenta per approfondire momenti
importanti della sua millenaria esistenza, non ho trovato
nulla che mi abbia più colpito, affascinato e coinvolto quanto
la storia, il mistero e la vita quotidiana del più temuto e
controverso ordine cavalleresco dell’Occidente Cristiano:
l’Ordine del Tempio.
Dopo
questo “incontro” avvenuto diversi anni fa ho sentito il
bisogno di avvicinarmi alla spiritualità degli antichi
monaci-cavalieri in tutti i modi possibili: leggendo,
parlandone, viaggiando.
“Scalpellate le loro Croci Patenti, gli affreschi, i Sigilli e
tutti gli ermetici simboli Templari ovunque essi siano,
affinché se ne estingua la memoria in eterno!” Terribile
verdetto di condanna di un Papa in cattività Avignonese,
Giovanni XXII, avverso il più tradizionale e cristiano tra gli
Ordini monastico-cavallereschi
dell’intero Medioevo.
Dopo le
ingiuste accuse ed infamanti affermazioni, dopo le terribili
torture inflitte a Cavalieri senza macchia, dopo gli
scellerati roghi di centinaia di uomini coperti solo dal
bianco mantello, dopo tutto ciò, si pretendeva e si perseguiva
anche la “Damnatio Memoriae” perpetrata in eterno.
La
Storia, si dice, ha da seguire il suo corso e non ci resta che
accettarla vista l’assoluta impossibilità di incidere su
avvenimenti tanto lontani nel tempo, anche se così vicini al
nostro cuore.
Ma non
intendo rendermi complice di chi ha voluto “cancellare” anche
il solo nome del Tempio e dei poveri Cavalieri di Cristo dal
libro della storia umana.
Questo
lavoro è sicuramente un modesto contributo al mantenere vivo
l’ideale del Cavaliere Templare, ma ho la speranza che
accompagnando qualcuno di Voi lettori, nelle decine di
località appartenute all’Ordine del Tempio Italiano, possa
risvegliarsi l’assoluta necessità di approfondire la
conoscenza della loro immensa Fede, Sapienza, Energia,
Simbolismi Arcani e Tradizionali, autentica Obbedienza al vero
ed unico Re: il Cristo Salvatore del Mondo!
Certo, a
volte sono rimaste veramente poche le vestigia di quelle che
furono potenti Commanderie, Mansio fortificate o Domus rurali,
addirittura spesso rimane solo una pietra incisa stranamente,
una croce patente spezzata o riutilizzata, inserita quasi a
caso in un muro, un arco di volta con simboli solari,
ermetiche spirali e labirinti, un omphalos ben posizionato e
carico di energie…
Quello
che troviamo praticamente ovunque, però, anche negli
insediamenti dell’Italia Centrale, sono i segni inequivocabili
di una precisa Geografia Sacra Templare.
Anche se
potrebbe sfuggire ad uno osservatore disattento, è
indubitabile che l’Ordine del Tempio, nei duecento anni della
sua potente espansione in Europa e vicino Oriente, contribuì a
dare una forte “spallata” all’istituzione e movimento che è
passato alla storia con il nome di Feudalesimo.
Potrebbe
sembrare un’antitesi storico-politica che proprio un Ordine
Cavalleresco, anche se così “speciale”, abbia contribuito in
maniera così determinante alla fine di un fenomeno quale
quello Feudale, che nacque proprio sugli ideali, sui valori,
sulle necessità e nello spirito cavalleresco.

In
realtà il passaggio tra l’Alto Medioevo feudale e il Basso
Medioevo di epoca Templare, con il successivo cosiddetto
Rinascimento, fu ben più drammatico e totalitario di quello
che normalmente la storiografia ufficiale ci vuole far
credere.
All’interno di questo sconvolgimento, culminato con il
fenomeno inarrestabile delle Crociate, i Cavalieri Templari
portarono gli elementi più rivoluzionari moderni e
progressisti, non solo innovando la figura del Cavaliere
accentuandone la spiritualità, ma trasformandolo anche in un
viaggiatore, in un moderno pellegrino, in un avveniristico
mercante dotato di strumenti assolutamente nuovi (pensate
all’invenzione della lettera di credito e dell’assegno
bancario…) in un navigatore audace che con tranquillità
seguiva rotte quasi
sconosciute reperendo nuove risorse alimentari e di ricchezza,
in un accorto diplomatico che fungeva da paciere nelle quasi
quotidiane controversie tra Comuni potenti, vecchi Feudatari,
Ordini Religiosi e Cavallereschi, Principi e Prelati
importanti.
In altre
parole con il Cavaliere Templare si passa da una visione
limitata al Feudo ad un orizzonte ben più vasto: il mondo.
Se anche
Tu sei colpito dalle vicende per tanti versi oscure che hanno
portato alla loro soppressione, e soprattutto se anche Tu sei
rimasto affascinato dalla eterna figura del Cavaliere di
Cristo impegnato quotidianamente nella lotta con se stesso e
con i nemici esterni della vera Fede, avrai la curiosità ed il
desiderio di seguirci in questo itinerario moderno, svolto con
intenzioni antiche, attraverso le regioni d’Italia, toccando
tutte le località direttamente appartenute ai “Poveri
Cavalieri di Cristo” o da loro frequentate, trattandosi di
abbazie dei fratelli monaci Cistercensi o importanti castelli
di feudatari amici o grandi comuni in piena espansione che mai
osarono osteggiare un ordine così potente ed apprezzato dalla
comunità medievale.
Se oltre
a leggere questo libro deciderai poi di seguire, come ho
ripetutamente fatto io, le orme degli antichi cavalieri,
troverai energia, spiritualità e simboli antichissimi che ti
condurranno quasi per caso nelle braccia della Tradizione.

“Valorosi Cavalieri hanno dimora nel castello di Montsalvage,
dove si conserva il Graal. Sono i Templari che vanno a
cavalcare in cerca di avventure, qualunque sia l’esito della
battaglia gloria o sconfitta, l’accettano con il cuore sereno
in espiazione dei peccati.”
Wolfram
Von Eschenbach.
“Dunque
Dio che tutto sovrasta dalla loro alta condizione li
precipita. Se li spezza come un orcio.
Così ha
fatto dei Templari. Come se avessero commesso troppe colpe,
come tanta gente dice.
Ma non
so se dicono il vero… e tanti in questo mondo condannati sono là
in alto in cielo incoronati”
Anonimo
popolano – Parigi 18 marzo 1314
AugurandoTi un buon viaggio nelle braccia della Tradizione,Ti
saluto con il grido di battaglia dei Cavalieri dei Tempio,
urlato a piena voce nelle cariche di Cavalleria Pesante e nei
più furiosi corpo a corpo, negli assolati spazi della
Terrasanta:
“VIVE DIEU SAINT AMOUR !”

Fra
Mauro Giorgio Ferretti