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"IL POLO E LA SEDE IPERBOREA"
da "Rivolta contro il mondo moderno" di Julius Evola,
parte 2°, cap. 3
Secondo
la tradizione, in un’epoca dell’alta preistoria, che
viene a corrispondere con la stessa età dell’oro o
dell’ “essere”, la simbolica isola o terra “polare”
sarebbe stata una regione reale situata nel
settentrione, nella zona dove oggi cade il polo artico
della Terra; regione abitata da esseri i quali, in
possesso di quella spiritualità non-umana,
costituirono la razza che ebbe in proprio la
tradizione uranica allo stato puro…
Il ricordo di questa
sede artica è patrimonio delle tradizioni di molti
popoli, nella forma di allusioni reali geografiche,
sia di simboli della sua funzione e del suo
significato originario...applicati ad altri centri
suscettibili ad essere considerati come riproduzioni
della prima.
Soprattutto va rilevata
l’interferenza del tema artico col tema atlantico, del
mistero del Nord col mistero dell’Occidente, poiché la
sede principale successa al polo tradizione originario
sarebbe stata appunto atlantica.

Si sa che per la causa
astrofisica costituita dall’inclinazione dell’asse
terrestre si ha epoca per epoca uno spostarsi dei
climi…nella sintonia tra un fatto fisico e un fatto
metafisico: come nel senso di un disordine della
natura riflettente un dato fatto d’ordine spirituale.
In ogni modo, il gelo e
la lunga notte non scesero che ad un dato momento
sulla regione polare.
Allora, con
l’emigrazione da questa sede, che si impose, il primo
ciclo si chiuse, si aprì il secondo ciclo, si iniziò
la seconda grande era, il ciclo atlantico.
Testi ari d’India,
come i Veda e il Mahabharata, conservano
il ricordo della sede artica…nella tradizione indù il
termine dvipa…in sé significa “continente
insulare”…
Ora, nella dottrina
dvipa si trovano ricordi significativi della sede
artica…il già citato shveta-dvipa, o “isola
dello splendore”, viene localizzato nell’estremo
settentrione e spesso si parla degli Uttarakura come
di una razza originaria del Nord, cioè del “continente
insulare polare”…il suo ricordo si mescola con quello
del saka-dvipa, situato nel “mare bianco” o
“mare di latte”, cioè nel mare artico.
Tra gli Ari
dell’Iran si conservano ricordi ancor più precisi.
La loro terra d’origine, creata dal dio di luce…è una
terra dell’estremo settentrione. E si ha ricordo
preciso del congelamento.
La (loro) tradizione
riferisce che (re) Yima fu avvertito dell’approssimarsi
di “fatali inverni”…”vi furono dieci mesi di inverno e
due di estate”…
Dieci mesi di inverno e
due di estate: è il clima dell’Artide.
La tradizione nordico
scandinava presenta…la sede aurea primordiale degli
Asen…nella “Terra di Mezzo”…identificata sia col
Gardarike, che è una regione artica, sia con l’ “Isola
Verde” o “Terra Verde”, la quale…è possibile che non
sia priva di relazione con la stessa Groenlandia.
Nella tradizione cinese la regione nordica, il paese
degli “uomini trascendenti”.
Analogamente, il Tibet
conserva il ricordo di Tshang Chambhala, la mistica
“Città del Nord”…e i maestri delle tradizioni
iniziatiche tibetane dicono che i “cammini del Nord”
portano lo yogi verso la grande liberazione.

La tradizione che si
trova in America, fino al Pacifico e alla regione dei
Grandi Laghi, parla della terra sacra del “lontano
Nord”, posta presso le “grandi acque”, da cui
sarebbero venuti gli antenati dei Nahua, dei Toltechi
(da Tulla o Thule, regione della luce…“Terra del
Sole”…localizzata ad oriente dell’America, cioè
nell’Atlantico…corrisponde l’Aztlan) e degli Aztechi…il
nome prevalente di questa terra, Aztlan, comprende
anche l’idea di bianchezza, di terra bianca.
Secondo le tradizioni
greco-romane Thule si sarebbe trovata nel
mare…corrispondente alla parte settentrionale
dell’Atlantico.
La confusa nozione
della notte chiara del Nord fece peraltro da base alla
concezione della terra degli Iperborei come un luogo
di luce perenne e senza tenebre…la “terra più vicina
al cielo e più sacra”…
…ove fra quel che, nel
senso più lato, può chiamarsi “caduta” – fra la
deviazione – di una razza assolutamente primordiale –
e la declinazione fisica dell’asse terrestre,
determinante il destino di mutamenti climatici e di
catastrofi periodiche per i continenti, si può
presentire un intimo nesso.
…da quando la sede polare divenne deserta si può
constatare quel progressivo alterarsi e perdersi della
tradizione originaria che doveva portare fino all’età
del ferro o età oscura, kali-yuga, o “età del
lupo” (Edda) e, al limite, fino ai tempi
moderni in senso stretto.
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