LA TRADIZIONE CAVALLERESCA
 

ELEMENTI TRADIZIONALI 7

"TRAMONTO DELL'ECUMENE MEDIEVALE. LE NAZIONI"

da "Rivolta contro il mondo moderno" di Julius Evola, parte 2°, cap. 12

Cause dall’alto e cause dal basso determinarono la decadenza del Sacro Romano Impero e, poi, in genere, del principio della vera sovranità.

Ora, nel punto in cui un Impero cessa di essere sacro, esso comincia a non essere più nemmeno Impero. Il suo principio e la sua autorità secondo il livello e, raggiunto il piano della materia e della mera “politica”, non possono mantenersi perché tale piano, per sua natura, esclude ogni universalità e ogni superiore unità.

G. Dorè - Preghiere per i caduti

Già nel 1338 Ludovico IV di Baviera dichiara che la consacrazione imperiale non è più necessaria, e che il principe eletto è imperatore legittimo già in forza a questa elezione: emancipazione, che Carlo IV di Boemia conduce a termine con la “Bolla d’Oro”.

Si può dire che a partire da allora essi persero il “mandato dal Cielo” e che…il rito si era ridotto ad una vuota, disanimata cerimonia.

Quando…decade la dignitas che può far troneggiare oltre il molteplice, il temporale, il contingente; quando…viene meno al capacità di una fides, di un riconoscimento più che materiale…allora nasce la tendenza centralizzatrice, l’assolutismo politico che cerca di tenere insieme il tutto mediante una unità violenta, politica e statale, anziché essenzialmente superpolitica e spirituale; oppure prendono il sopravvento i processi del puro particolarismo e della dissociazione.

I re cominciarono a rivendicare per le loro unità particolari lo stesso principio di assoluta autorità proprio all’Impero, materializzando ed affermando alla fine una idea nuova e sovvertitrice: quella dello Stato nazionale (in Europa furono i legisti francesi ad affermare per primi che il re dello Stato nazionale ha direttamente da Dio il suo potere, ed è “imperatore nel suo regno”).

G. Dore - Pietro l'eremita predica ai Crociati

Per un processo analogo si dirompe una molteplicità di Comuni, di città libere e di repubbliche, di enti che tendono a costituirsi ognuno a sé, passando alla resistenza e alla rivolta non solo contro l’autorità imperiale, ma anche contro la nobiltà.

Decade la stessa cavalleria, e con essa, l’ideale di un tipo umano formato da princìpi a carattere puramente etico e spirituale: i cavalieri passano a difendere i diritti e a sostenere le ambizioni temporali dei loro principi e, alla fine, degli Stati nazionali.

L’Europa cristiana assiste inerte alla caduta dell’Impero d’Oriente e di Costantinopoli ad opera degli Ottomani, non solo, ma un re di Francia, Francesco I, doveva dare il primo colpo al mito della “Cristianità” che faceva da base all’unità europea quando, nella sua lotta contro il rappresentante del Sacro Romano Impero, non esitò non solo a sostenere i prìncipi protestanti in rivolta, ma anche ad allearsi col Sultano: e la lega di Cognac (1526) vide il capo della Chiesa di Roma prendere la stessa via, si assistette all’assurdo di Clemente VII alleato alla Casa di Francia scendere in campo contro l’imperatore avendo per alleato il Sultano proprio quando l’avanzata di Solimano II in Ungheria minacciava di travolgere tutta l’Europa e quando il protestantesimo in armi stava per sconvolgere il centro di essa.

E si vedrà parimenti un sacerdote al servigio della stessa Casa di Francia, Richelieu, appoggiar di nuovo, nell’ultima fase della guerra dei trent’anni, la lega protestante contro l’imperatore, finché…i trattati di Westfalia (1648) tolsero di mezzo l’ultimo residuo di elemento religioso, decretarono la reciproca tolleranza fra nazioni protestanti e nazioni cattoliche e accordarono ai prìncipi insorti una indipendenza quasi completa dall’Impero.

E col procedere nell’età moderna si vedranno le patrie costituirsi addirittura…anche come enti quasi mistici rifiutanti di ammettere una qualsiasi autorità sopraordinata.

Ciò che succede all’Impero non è la Chiesa a capo di una potenziata “Cristianità”, ma la molteplicità, appunto, degli Stati nazionali, insofferenti sempre di più per ogni superiore principio di autorità.

D’altra parte, la sconsacrazione dei prìncipi insieme alla loro insubordinazione di fronte all’Impero, col privare gli organismi di cui sono i capi del crisma dato da un più alto principio, li spinge fatalmente nell’orbita di forze inferiori, che andranno a poco a poco a prendere il sopravvento.

G. Dorè - I Crociati entrano in Costantinopoli

Giustamente è stata richiamata l’attenzione sulla figura di Filippo il Bello, la quale già anticipa e riunisce i vari momenti del processo involutivo. Filippo il Bello è infatti colui che, nei Templari, ha distrutto l’espressione più caratteristica di quella tendenza a ricostruire l’unità dell’elemento guerriero e di quello sacerdotale, che era l’anima segreta della cavalleria; è colui che ha iniziato il lavoro di emancipazione laica dello Stato dalla stessa Chiesa…è colui, che già favorisce una cultura antitradizionale, i “legisti” Filippo il Bello essendo, ancor prima degli umanisti del Rinascimento, i veri precursori del laicismo moderno.

Si può affermare che appunto per avere iniziato per prima un tale rivolgimento e aver quindi dato un carattere sempre più accentratore e nazionalistico all’idea di Stato, la Francia vide per prima il crollo…tanto da divenire, nell’insieme delle nazioni europee, il principale focolare del fermento rivoluzionario e della mentalità laica e razionalistica, deleteria per ogni sopravvivere residuo di tradizionalità.

 

 

    

 

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