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TRADIZIONE E
SIMBOLI (segue) |
ARCHIVIO DEGLI ARGOMENTI
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Matrice di Crocifisso di Farneta
Straordinario
è
poi
il
reperto
ritrovato
nei
campi
circostanti
dell’Abbazia
di
Farneta,
costituito
da
una
matrice
di
Crocefisso
in
pietra
dura
dell’VIII
secolo
di
fattura
Longobarda.
E’uno
dei
rarissimi
primi
esempi
iconografici
occidentali
in
cui
è
rappresentata
la
sublime
figura
del
Cristo
Vivente
in
fattura
d’uomo
crocifisso,
con
sopra
il
capo
una
strana
scala
a
tre
gradini
che
conduce
al
simbolo
dell’infinito. Prima
di
quest’epoca,
cioè
per
600
anni,
era
proibita
la
raffigurazione
umana
del
Cristo
sulla
Croce
che
veniva
infatti
sostituito
dal
simbolo
dell’agnello
sacrificale. |
La Crocifissione
Tema
centrale
per
il
Cristiano
di
ogni
tempo,
è
indubbio
che
l’evento
della
Crocifissione
di
Nostro
Signore
Gesù
Cristo
oltre
all’evidenza
del
suo
Significato
Salvifico,
ci
porta
a
riflettere
sul
suo
simbolismo
un
poco più
nascosto. Innanzitutto
il
Cristo
ha
volutamente
scelto,
quale
luogo
del
suo
Sacrificio,
il
Golgota,
il
monte
Calvario
cioè
il
monte
del
Cranio.
Cosa
racchiude
il
cranio
se
non
il
cervello
umano?
E’evidente
che
dobbiamo
leggere:
la
croce
di
Cristo
è
stata
piantata
sul
cervello
perché
l’uomo
segua
finalmente
il
suo
cuore
simbolo
dello
Spirito
e
non
la
materialità
governata
da
i
cinque
sensi
succubi
della
mente.
Di
più,
il
Cristo
ha
deciso
di
immolarsi
sulla
croce,
simbolo
dei
quattro
elementi
e
dei
quattro
punti
cardinali,
rappresentazione
della
Materia,
quale
Ponte
e
Centro
di
Sublime
sintesi
tra
l’uomo
e
la
sua
salvezza
e
Dio.
E
quella
Tunica,
che
i
legionari
romani
tirarono
a
sorte,
non
ha
forse
il
significato
stringente
dell’aleatorietà
e
della
futilità
dei
beni
e
possessi
materiali
al
momento
della
morte!?!
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La Rosa e il Rosone
Il Rosone è una riproduzione stilizzata della rosa, ma anche della ruota di fuoco collegata al sole nascente, che segna per l’uomo gli immutabili tempi ciclici della vita e del cosmo. La Rosa, emblema del femminile per antonomasia, attraverso il culto di Iside si spiritualizza e l’Iniziato dopo aver sperimentato la schiavitù della concupiscenza, sublimava gli istinti e, nutrendosi di rose, dava il via alla propria rigenerazione interiore. Nella simbologia Cristiana la Rosa diventa simbolo della Vergine Maria, Rosa Mistica delle Litanie e del Rosario: è equiparabile anche alla coppa quando ha i petali aperti, quindi al Santo Graal; così come la Rosa Rossa è simbolo del Sacro Cuore di Gesù circondato da una corona di spine. Ulteriori valenze simboliche sono poi legate al numero dei “petali” del rosone: sei petali rappresentano la stella a sei punte emblema di sapienza, sette petali alludono all’ordine settenario del cosmo, otto petali rappresentano rigenerazione.
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La Spina e i Rovi
Le spine e i rovi furono due elementi fondamentali per i nostri fratelli Templari, per edificare commanderie e mansio; le ragioni vanno ricercate nel passato. La spina, infatti, è stato il materiale di costruzione dell’Arca dell’Alleanza, Cristo fu coronato di spine; nel simbolismo cristiano la spina è intrecciata al Sacro Cuore, nel simbolismo alchemico è la corona di spine attorno al cuore fiammeggiante, la spina dunque sempre come elemento separatore da Cristo, da Dio. La spina indica anche la spina dorsale dell’uomo, canale in cui scorre la potenza vitale ed energetica, dai Saggi indiani chiamata Kundalini e rappresentata dal serpente. La forza risale fino alla sommità della testa dove schiude all’uomo la conoscenza del divino attraverso l’apertura del terzo occhio, quello della visione diretta attraverso tempo e spazio. Quest’ultima definizione tipica degli Iniziati prova le conoscenze Templari in tal senso.
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Notre Dame
La vita quotidiana del Templare non era sicuramente dedita all’ozio… (anche perché era severamente punito) tutt’altro! Dopo la messa quotidiana il Templare si dedicava ai suoi compiti, curava le proprie armi e l’armatura, montava di guardia alla mansio, o pattugliava all’esterno particolari percorsi. La devozione e le preghiere erano frequenti e semplici, molti di essi non sapevano scrivere, ma gli si chiedeva di avere un cuore indomito e generoso, una fede ardente, una bravura a tutta prova ed un’assoluta obbedienza ai comandanti. La Vergine Maria era stata eletta a protettrice ed ispiratrice del Tempio, ed i Cavalieri sostituirono la devozione per la Madonna amata ed onorata come una dama, al culto profano ed amoroso della lirica cortese dei Trovatori. Essi rivolgevano sempre a “Notre Dame” le loro preghiere, e anche combattendo ogni giorno dovevano recitare tredici Pater Noster in onore della Vergine e altri tredici come dovere quotidiano. Enorme devozione i Templari dedicavano alla Santa Croce e le più importanti cerimonie si svolgevano, a settembre nel giorno a Lei dedicato ed in occasione del Venerdì Santo.
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Toponomastica templare
Il tema della toponomastica Templare va affrontato sia riguardo alla titolazione delle Commanderie e Chiese, sia nei confronti delle categorie di toponimi riconducibili alla vita e all'organizzazione dell’Ordine del Tempio. In merito al primo punto, il titolo in assoluto maggiormente presente in Italia era Santa Maria; evidentemente ciò era dovuto alla particolare devozione dei Cavalieri Templari per la Vergine, in questo sicuramente spronati dalla loro guida spirituale: San Bernardo. Probabilmente subito dopo troviamo S. Giovanni, Santa Maria Maddalena, Sant’Ilario e i Santi Cavalieri: S. Martino, S. Giorgio e S. Michele. In merito poi ai toponimi riconducibili all’Ordine del Tempio vero e proprio, rileviamo innanzi tutto: Magione o Mason o Masone.dal francese "maison" (casa) e dal latino "mansio". Palazzo o Palazzetto, casa fortificata, grossa costruzione, così il popolo chiamava e chiama tuttora le Domus fortificate dei Templari. Commenda: comune anche agli insediamenti dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, poi di Rodi e infine di Malta. Colombara o Palumbo o Palombara, che per i Templari rappresentava una torre d’avvistamento con colombaia, elemento-chiave per inviare velocemente messaggi ai confratelli, utilizzando i colombi viaggiatori, tecnica questa appresa dai nemici Musulmani in Terrasanta. Hospitale, Ospedale, Ospedaletto, Ospizio ovviamente riguardante luogo di ricovero ed ospitalità per viandanti e pellegrini. Grancia, Ranc, Grangia, dal francese “Grange”: insediamenti rurali d’Ordini religiosi quali Benedettini e Cistercensi ma anche Templari, nelle zone soprattutto in cui fu necessaria una bonifica di terre incolte e paludose. Lazzaretto, S. Lazzaro, Lebbrosario, ricordano i siti in cui venivano rinchiusi i sofferenti di quello che nel medioevo era considerato un male incurabile: la lebbra. Peschiera, Piscaia, Pescaia: pozze d’acqua artificiali create per l’allevamento del pesce. Spina, Spinoso, Spinaceto, Spino: profondo significato esoterico della Spina; spessissimo gli insediamenti Templari si trovavano in località irte di rovi e spinose. Ci sono poi i toponimi che derivano dalle due diverse nature dei Templari: Frati, Frari, Friari Fraris, legati a quella monacale; Cavaliere, Cavalier, Ciavalier, Cavaller, Leone, Cavallermaggiore, evidentemente legati a quella cavalleresca e combattente. Di probabile evidenza Templare sono anche i toponimi che fanno riferimento a Mulino, Pellegrino ed ovviamente Tempio, nel caso quest’ultima non fosse località molto più antica e quindi dedicata ad un tempio pagano...
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Il numero 4
La simbologia del numero 4 è legata alla Croce, ai punti Cardinali, alle Stagioni, alle Fasi Lunari, agli Elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), alla Via Iniziatica e Qualità Essenziali: Umida, Secca Calda e Fredda. E’ il numero della solidità, simbolo dello spazio delimitato dal terreno, rappresenta la situazione umana e i limiti naturali fissati alla percezione spontanea della totalità dell’Essere. Indica la ragione e l’organizzazione che ne deriva, intesa anche come limite della Conoscenza Illuminata, Mistica, Spirituale ed Iniziatica. Il quattro regola le opere di edificazione, attraverso i punti cardinali e le coltivazioni agricole, seguendo le stagioni e le fasi lunari. Non a caso, poi, il Cristo ci ha salvato morendo volontariamente sulla Croce, emblema assoluto della nostra natura umana razionale e pragmatica. Per gli Ebrei, altresì, si esalta la sua sacralità nel numero delle lettere del Nome Impronunciabile: JHWH (Javeh). Sant’Ireneo giudicava il numero quattro talmente perfetto da ritenersi impossibile l’esistenza di non più di quattro Vangeli. E San Girolamo: il tetramorfo sintetizza la totalità del Mistero Cristiano, l’Incarnazione (l’uomo alato), la Passione (il bue), La Resurrezione (il leone), l’Ascensione (l’aquila). |
Il numero 7
Il numero 7 in numerologia indica la saggezza e sembra che i Templari pronunciassero sette voti: oltre ai tre comuni a tutti gli Ordini Monastici (obbedienza, povertà e castità), anche quattro specifici (osservanza delle tradizioni dell’Ordine, conquista e difesa della Terrasanta, protezione e soccorso ai Pellegrini, promessa di non abbandonare l’ordine per un’altro). In ambito alchemico le distillazioni vengono ripetute sette volte. Tanti erano gli scalini del Tempio di Salomone. Sette soglie, sette pianeti, sette gradini della Sapienza, sette porte della Saggezza, sette note, sette campane del Silenzio , sette gradi d’Iniziazione, sette Angeli, sette sigilli, sette piaghe del Giudizio, sette cerchi del Labirinto, ecc…
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