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"I CICLI DELLA DECADENZA. IL CICLO EROICO"
da "Rivolta contro il mondo moderno" di Julius Evola,
parte 2°, cap. 7
In
un periodo anteriore al diluvio, il mito biblico parla
di una razza di “uomini potenti che anticamente erano
stati uomini gloriosi” nata dall’unione degli esseri
celesti con le donne, dalle quali erano stati sedotti.
(Genesi, VI, 3sgg)…è la razza dell’età
dell’oro.
Dopo di essa, avviene
una divisione; dall’«uno» si differenzia il «due», la
coppia, la diade.
L’un termina è la Donna
(Atlantide); di contro alla Donna, l’Uomo – ma l’Uomo
non è più spirito e…sorge in rivolta contro il simbolo
lunare…procedendo alla conquista violenta e
all’usurpazione di dati poteri spirituali.

È il mito titanico.
Sono i “Giganti” (Nephelin biblici). È l’età del
bronzo (Esiodo)…degenerazione degli Atlantidi.
È la razza “di molto
inferiore” sia per natura, che per mente, la quale,
secondo Esiodo, rifiuta rispetto agli dei, si apre
alle forze telluriche(alla fine del suo ciclo, secondo
Esiodo, diviene la razza dei dèmoni
sotterranei)…preludia ad una
degenerazione…mortale…caratterizzata solo…dalla forza
materiale, dal piacere selvaggio per la violenza, la
guerra e la superpotenza.
Gli uomini di questa
età “hanno il cuore duro come l’acciaio”. Ma “per
quanto spaventosi, li coglie la morte nera”, ed essi
spariscono nell’umida dimora dell’Ade (Esiodo).
È la
prevaricazione titanica, cui segue immediatamente la
rivolta di tutte le potenze elementari, del Fuoco
infero del Sud, degli esseri della terra, prima tenuti
fuori dalle mura dell’Asgard. Il vincolo è infranto. È
l’età del ferro
Se nel rivolgimento
titanico si ha dunque la degenerazione in senso
materialistico – violento, una analoga deviazione del
diritto sacrale femminile…definisce il fenomeno
amazzonico.
…una ginecocrazia
anormalmente potenziata, un tentativo di reazione e di
restaurazione dell’antica autorità del principio
“feminile” o lunare…difesa che si attua però sullo
stesso piano dell’affermazione violenta maschile,
accusando quindi la perdita di quell’elemento
spirituale che, solo, fondava il primato e il diritto
“demetrico”.
…l’amazzonismo…simbolo
della reazione di una spiritualità “lunare” o
sacerdotale(aspetto femminile dello spirito) che non
sa opporsi al potere materiale o anche
temporale(aspetto materiale della virilità) non più
riconoscente il suo diritto, se non…assumendo il modo
d’essere del suo opposto(figura e forza virile dell’
“amazzone”)…sacerdoti che non hanno l’ambizione di
essere re, ma di dominare sui re.

Amazzonismo contro
eroismo “olimpico”.
…attraverso il
principio afroditico…alla Madre si sostituisce
l’Etèra; al Figlio, l’Amante; alla Vergine solitaria,
la coppia divina…che contrassegna un compromesso fra
due culti opposti.
La natura infera
penetra nello stesso principio virile e lo abbassa al
piano fallico. La donna ora domina sull’uomo in quanto
questi diviene schiavo dei sensi e un mero strumento
della procreazione.
L’amore sessuale nasce
fra i mortali dall’oscuro desiderio del maschio
decaduto che, avvertendo la propria privazione
interiore, cerca nell’estasi sfolgorante
dell’amplesso, di riascendere alla completezza dello
stato primordiale.
Ed è facile poi
rilevare che un principio di decadenza etica e di
corruzione deve necessariamente legarsi ad una civiltà
orientata in tal senso, come si può vedere da varie
feste che anche in tempi relativamente recenti si
inspirano all’afroditismo.
...nella “sacra orgia”,
associata all’elemento sessuale, l’orientamento
estatico – panteistico predomina: contatti frenetici
con le forze occulte della terra, liberazioni mendiche
e pandèmiche avvengono in un dominio che è
simultaneamente quello del sesso scatenato, della
notte e della morte.
L’ultima possibilità
è
costituita dalla civiltà degli eroi.
Dopo l’età del bronzo,
prima di quella del ferro, Zeus creò una schiatta
migliore, che Esiodo chiama appunto degli “eroi”, cui
è data la possibilità di conquistare l’immortalità e
di partecipare ad uno stato simile a quello dell’età
primordiale.
Gli eroi che divengono
immortali sono quelli che…sanno realmente superare,
grazie ad un impulso verso la trascendenza, la
deviazione propria al tentativo titanico di
restaurazione della virilità spirituale primordiale e
il superamento della donna – cioè dello spirito
lunare, sia afroditico, sia amazzonico…
…possibilità a loro
virtualmente conferita dal principio olimpico, da Zeus
– la stessa possibilità cui i Vangeli alludono nel
dire che la soglia dei cieli può subire violenza…
…quella conquista va
riservata alla stirpe cui spetta, non va profanata al
servigio dell’umano…
Anche nel ciclo eroico
appare talvolta il tema della diade, quindi della
coppi e della donna, ma in un significato
diverso…donne che fanno tali i re divini, donne del
ciclo cavalleresco…
La donna che incarna un
principio vivificante…oggetto di una conquista che non
toglie all’eroe il suo carattere virile, ma gli
permette di integrarlo su di un piano superiore.

Un motivo, che però nei
cicli di tipo eroico sta assai più in risalto, è
quello dell’opposizione contro ogni pretesa
ginecocratica e ogni tentativo amazzonico.
…Parsifal con la sua partenza fa morire sua madre, che
si opponeva alla sua vocazione eroica, che era anche
da “cavaliere celeste”.
In genere, si può
dunque dire che il mito eroico ha relazione col sole
associato ad un principio di mutamento – non secondo
il destino di caducità e di perenne ridissoluzione
nella Madre Terra – ma così che tenda a svincolarsi da
questo principio per trasfigurarsi e reintegrarsi in
immutabilità olimpica, in natura iranica immortale.
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